Guerra della mozzarella: Dop alla pugliese, Consorzio della bufala campana ricorre al Tar

di redazione Blitz
Pubblicato il 29 dicembre 2017 18:07 | Ultimo aggiornamento: 29 dicembre 2017 18:07
Guerra-mozzarella-bufala-puglia

Guerra della mozzarella: Dop alla pugliese, insorge il Consorzio della bufala campana

BARI – Chi l’ha detto che solo la mozzarella di bufala è Dop? Per il Ministero delle Politiche Agricole, anche la sua gemella diversa, quella pugliese, merita il marchio di origine protetta. E così è scoppiata una vera e propria guerra di campanile tra i produttori del cosiddetto oro bianco.

Mozzarella campana contro mozzarella di Gioia del Colle. Bufale contro vacche. Campania contro Puglia. La decisione del ministro Maurizio Martina, che ha già inviato alla Commissione europea la lettera per il riconoscimento della denominazione, ha fatto esultare i pugliesi e infuriare i campani.

Le due mozzarelle, diversissime al palato, si fanno in realtà la guerra ciclicamente. Almeno da quando, circa 30 anni fa, è partita la farraginosa trafila burocratica per il riconoscimento dei maestri caseari pugliesi.

Ma ora anche sulla forma, la Puglia ha avuto la meglio: non saranno obbligati a fare le mozzarelle a treccia. Mentre dalla Campania è stato chiesto con insistenza al ministero “di non concedere duplicati”. Ma così non è stato.

Ad annunciare ricorso al Tar è stato il presidente del consorzio di tutela mozzarella di bufala campana Dop, Domenico Raimondo, che parla di “decisione inaccettabile”. “La partita non è affatto chiusa – commenta Raimondo – andremo fino in fondo e utilizzeremo ogni mezzo a disposizione per evitare quello che è a nostro avviso un clamoroso autogol dell’Italia. Il ricorso alla magistratura è il prossimo passo, ma anche a livello comunitario siamo pronti a far sentire la nostra voce, visto che l’ultima parola spetta all’Ue”.

Dal consorzio giudicano positivamente il fatto che nella nuova versione del disciplinare della Dop di Gioia del Colle si obbligano i produttori a scrivere sull’etichetta che il prodotto è ottenuto da latte vaccino. “Ma questo – sottolineano – va inserito nel logo stesso della loro denominazione. Ovviamente non può bastare, per questo la nostra attenzione resta massima su tutto l’iter, che è ben lontano dalla conclusione”.

E se Forza Italia, con la deputata casertana Giovanna Petrenga parla di “scelta scellerata del ministro”, chiedendo al governatore campano De Luca di battere un colpo, ben altra accoglienza ha avuto la decisione di Martina in Puglia: “L’annuncio della pubblicazione del disciplinare della mozzarella di Gioia del Colle sul sito internet del ministero e dell’invio della richiesta alla Commissione europea per il via libera al marchio Dop, è una bella notizia che premia la nostra battaglia e per la quale ringraziamo il ministro Martina” esultano i deputati Pd Dario Ginefra e Colomba Mongiello.

“Non dubitavamo – aggiungono – del fatto che il ministro si sarebbe attenuto al buon senso oltre ogni inutile e incomprensibile scontro di campanile per due prodotti della nostra filiera latte entrambi apprezzati in Italia e nel mondo. Il provincialismo di chi vive di gelosie e di pretese egemoniche è il primo nemico del Mezzogiorno”.

Stempera i toni l’europarlamentare campano del Pd Andrea Cozzolino: “La differenza con la mozzarella di bufala campana – sottolinea – è sancita sia per il criterio della territorialità, sia per la differente materia prima usata, ovvero latte vaccino anziché di bufala. Tale dato dovrà essere fedelmente riportato sulle etichette”. Ora la palla passa alla Commissione europea.

Privacy Preference Center

Necessari

installato da wordpress di default, non vengono utilizzati in alcun modo

wordpress

Advertising

Analytics

Utilizzati per stimare il traffico del sito

_ga,_gat,_gid,WT

Other