Jennifer Sterlecchini uccisa a Pescara dall’ex Davide Troilo: segni di percosse sul corpo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 dicembre 2016 17:44 | Ultimo aggiornamento: 3 dicembre 2016 17:59
Jennifer Sterlecchini uccisa a Pescara dall'ex Davide Troilo: segni di percosse sul corpo

Jennifer Sterlecchini uccisa a Pescara dall’ex Davide Troilo: segni di percosse sul corpo

PESCARA – Ecchimosi e lividi. I segni di percosse sul corpo di Jennifer Sterlecchini, uccisa a 26 anni la mattina del 2 dicembre, erano evidenti. Una, due, tre e ancora altre coltellate sul suo corpo e una, fatale, sul collo. Ad infierire sul corpo di Jennifer il suo ex fidanzato, Davide Troilo, 32 anni. Un omicidio nato al termine di una violenta lite tra i due ex fidanzati, con Troilo descritto come una persona opprimente e possessiva, anche se prove di precedenti maltrattamenti e violenze non sembrano esserci.

I due giovani erano fidanzati da circa tre anni e da pochi giorni Jennifer aveva deciso di interrompere la relazione. La mattina di venerdì 2 dicembre la ragazza si reca all’abitazione che aveva condiviso con Davide per riprendere alcuni oggetti personali, ma i due iniziano a litigare. Davide chiude a chiave la porta e inizia la colluttazione, estrae il coltello e inizia a pugnalarla. All’esterno della casa c’era la madre della giovane, che aveva accompagnato la figlia. A lanciare l’allarme è stato un vicino di casa, richiamato dalle urla della ragazza che gridava “Mamma aiutami, mi sta ammazzando” e della madre, poi svenuta in strada.

Dopo il primo sopralluogo del medico legale Ildo Polidoro, eseguito venerdì nell’abitazione, ulteriori chiarimenti arriveranno dall’autopsia. Il pm Silvia Santoro dovrebbe conferire l’incarico martedì. Sempre la prossima settimana nell’abitazione di via Vicenza, al confine tra Pescara e San Giovanni Teatino (Chieti), arriveranno i carabinieri del Ris di Roma, per una serie di accertamenti con tecniche particolari, finalizzati a completare il quadro investigativo.

Intanto Troilo è in ospedale e in stato di arresto con l’accusa di omicidio volontario, con i carabinieri che lo piantonano a vista. Le ferite dell’uomo sono giudicate guaribili in 15 giorni e già lunedì 5 dicembre sarà interrogato dal gip Antonella Di Carlo. Troilo è già stato interrogato venerdì in ospedale e al pm Silvia Santoro ha raccontato la sua versione dei fatti, affermando che la discussione sarebbe nata per un computer ed un tablet che i due avevano in comune.

Troilo, che ha una piccola ditta operante nel settore degli ascensori, ha affermato che al culmine della lite la ragazza si sarebbe ferita per prima con una coltellata alla gola. Lui, allora, sempre secondo quanto riferito al pm, avrebbe emulato il suo gesto. La giovane, poi, lo avrebbe colpito all’addome e lui le avrebbe inferto un colpo al collo in profondità ed altri sul corpo.

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