L’Aquila, “rise delle macerie, finse commozione”. L’ex prefetto intercettato

Pubblicato il 18 Gennaio 2013 22:10 | Ultimo aggiornamento: 18 Gennaio 2013 22:12

Casa dello Studente subito dopo il terremoto a L’Aquila (foto LaPresse)

NAPOLI – Dopo l’imprenditore che rideva  il prefetto che “ride delle macerie e finge commozione davanti alla casa dello studente”.  Le accuse, corredate da intercettazioni telefoniche, sono rivolte all’ex prefetto dell’Aquila, Giovanna Iurato, interdetta dai pubblici uffici e coinvolta nell’inchiesta sugli appalti per la sicurezza a Napoli.

Dalla città campana arrivano parole che riaprono a L’Aquila  la ferita del terremoto. Perché dopo  Francesco Maria De Vito Piscicelli (che rideva pregustando gli affari della ricostruzione) arrivano altre risate, che fanno persino più male. Risate che vengono, secondo i pm, da un personaggio che a L’Aquila rappresentava lo Stato.

“Un tono scherzoso” accusano i pm, che compare quando la conversazione si sposta sulle macerie e il dolore provocati dal terremoto che da poco aveva sconvolto L’Aquila. Ed è infatti il tono, più che le parole, a suscitare la reazione indignata dei pm di Napoli che intercettano quella telefonata: ”una risata non giustificabile”, che non si addice soprattutto a chi ricopre un ruolo istituzionale.

L’indice viene puntato nei confronti dell’ex prefetto dell’Aquila, Giovanna Iurato, coinvolta nell’inchiesta sugli appalti per la sicurezza a Napoli, destinataria venerdì 18 gennaio di un provvedimento di interdizione dai pubblici uffici emesso dal gip.

La vicenda è ripercorsa in un capitolo della richiesta di misure cautelari firmata dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e dai pm della Dda Vincenzo D’Onofrio, Raffaello Falcone e Pieroapolo Filippelli.

I magistrati ricordano che poco dopo la tragedia che mise in ginocchio il capoluogo abruzzese Iurato ”scoppiava a ridere ricordando come si era falsamente commossa davanti alle macerie e ai bimbi rimasti orfani”. Un atteggiamento che viene fortemente stigmatizzano. I magistrati napoletani fanno riferimento alla telefonata fra la stessa Iurato e il prefetto Francesco Gratteri, intercettata il 28 maggio 2010.

”Commentando la sua prima giornata ufficiale – scrivono i pm – nella città martoriata dal terremoto (definita sarcasticamente da Iurato ‘una città inesistente, che non c’è’), scoppiava a ridere, ricordando come si era (falsamente) commossa davanti alle macerie e ai bambini rimasti orfani.

Una risata non giustificabile dalle circostanze e dagli eventi tragici di quelle ore, che avrebbero imposto al rappresentante del Governo di assumere comportamenti ben diversi e non certo (a proposito di cinismo) legati alla predisposizioni di condotte e strumenti atti a prevenire e/o scongiurare indagini in corso”.

Una lettura del tutto diversa viene fornita dai legali della Iurato, che respingono le accuse di insensibilità rivolte alla funzionaria: ”Nei due anni di presenza a L’Aquila il prefetto Giovanna Iurato ha dato ampia prova di attenzione, rispetto e grande senso di abnegazione nei confronti dei cittadini così duramente colpiti dalla tragedia del terremoto”, affermano gli avvocati Claudio Botti e Renato Borzone.

”Appena metti piede in città, subito con una corona, vai a rendere omaggio ai ragazzi della casa dello studente”. E’ il consiglio che Iurato, appena nominata prefetto, ricevette dal padre. E’ uno dei passaggi della conversazione tra la donna e il prefetto Francesco Gratteri.

IURATO: Allora senti…sono andata…sono arrivata, subito mio padre, che è quello che mi da i consigli, quelli più mirati…
GRATTERI: Si lo so.
IURATO: …perché è un uomo di mondo, saggio, dice: ”…appena metti piede in città subito con una corona vai a rendere omaggio ai ragazzi della casa dello studente…”.
GRATTERI: Brava
IURATO: Eh allora sono arrivata là, nonostante la mia…cosa che volevo…insomma essere compita (fonetico)…mi pigliai, mi caricai questa corona e la portai fino a…
GRATTERI: Ti mettesti a piangere…sicuramente!
IURATO: Mi misi a piangere. GRATTERI: Ovviamente, non avevo dubbi (ride). IURATO: Ed allora subito…subito…lì i giornali: ”le lacrime del Prefetto”. GRATTERI: Non avevo dubbi (eh, eh ride).
IURATO: Ehhhhhhh (scoppia a ridere) i giornali : ”le lacrime del Prefetto”. GRATTERI: Non avevo dubbi (eh, eh ride).
IURATO: Poi si sono avvicinati i giornalisti: ”perché è venuta qua?”. Perché voglio cominciare da qui, dove la città si è fermata perché voglio essere utile a questo territorio. Punto.
GRATTERI: Eh.
IURATO: L’indomani conferenza stampa con tutti i giornalisti.