Licei brevi illegittimi. Tar del Lazio blocca la sperimentazione, ma già partita

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 settembre 2014 18:40 | Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2014 20:49
Licei brevi illegittimi. Tar del Lazio blocca la sperimentazione, ma già partita

Licei brevi illegittimi. Tar del Lazio blocca la sperimentazione, ma già partita

ROMA – I licei brevi sono illegittimi. Lo ha stabilito il Tar del Lazio che ha accolto il ricorso presentato dalla Flc Cgil contro la sperimentazione lanciata lo scorso anno dall’allora ministra dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza. Ma l’abbreviazione del percorso scolastico, da cinque a quattro anni, è già stata avviata a settembre di quest’anno in almeno quattro scuole statali, autorizzate dal Miur: il Liceo ginnasio statale Quinto Orazio Flacco di Bari, l’istituto superiore Ettore Maiorana di Brindisi, l’istituto tecnico economico Enrico Tosi di Busto Arsizio e l’istituto superiore Carlo Anti di Verona. Un pasticcio che rischia di compromettere la carriera scolastica di quegli studenti che hanno in precedenza già intrapreso il percorso breve. E cioè le tre paritarie che arriveranno alla maturità a giugno del 2016. Si tratta del collegio San Carlo di Milano, il Guido Carli di Brescia e l’istituto Olga Fiorini di Busto Arsizio.

Secondo i giudici amministrativi hanno ragione i sindacati: il provvedimento è da considerare illegittimo in assenza del parere del Cnpi, il Consiglio nazionale per l’istruzione. Senza contare i rilievi sulla disparità di trattamento che si sarebbe venuta a creare tra studenti quadriennali e studenti quinquennali.

Per la Cgil l’unico intento del governo era quello di tagliare organici e risorse alle scuole:

“Annullati i decreti, ora il governo deve definitivamente rinunciare a sperimentazioni che avevano come obiettivo finale quello di ridurre la durata dei corsi di studio. Se si vuole discutere di riordino dei cicli e di orientamento siamo pronti e abbiamo le nostre proposte”.

Il Miur intanto ha già annunciato che farà ricorso contro la sentenza del Tar e, nel frattempo, i percorsi sperimentali andranno avanti. Il parere del Cnpi, fanno sapere da Viale Trastevere, può essere evitato in base al decreto legge 90 del 2014: in attesa della ricostituzione dell’organo collegiale nazionale, il parere non è dovuto.

Il dPR 275 del 1999 prevede inoltre la possibilità per le scuole di attivare progetti innovativi che incidono anche sulla durata degli ordinamenti. Si tratta, quindi, di percorsi sperimentali, che di per sé si diversificano da quelli ordinari e pertanto, a parere del ministero, non si giustifica una disparità di trattamento.