Maestra rimprovera, bimbo disabile lancia colla: scuola chiama i carabinieri

Pubblicato il 19 Ottobre 2012 11:45 | Ultimo aggiornamento: 19 Ottobre 2012 11:46
Scuola

Maestro lo rimprovera, lui reagisce e la scuola chiama i carabinieri

TREVISO – La maestra richiama l’allievo disabile, lui le lancia un tubetto di colla e la scuola chiama i carabinieri. La Tribuna di Treviso scrive che il fatto è accaduto in una scuola elementare dell’opitergino-mottese. La madre del bimbo, a cui un mese fa è stata tolta la potestà scolastica, ha denunciato l’accaduto alla stampa. La donna è indignata per la decisione della scuola di chiamare le forze dell’ordine, piuttosto che contattare i servizi sociali di competenza.

Il bimbo soffrirebbe di iperattività e dislessia e questo non sarebbe il primo episodio di intemperanze di cui è protagonista a scuola. Il quotidiano scrive che alcuni insegnanti avrebbero chiesto, in precedenti occasioni, ai genitori degli altri bambini di tenere i propri figli a casa fino a quando una soluzione non fosse stata trovata.

La madre ha raccontato la sua versione alla Tribuna di Treviso:

“Durante la lezione mio figlio stava chiacchierando con un compagno. La maestra lo ha richiamato e poi gli ha chiesto di uscire dalla classe. Il bambino le ha risposto di no e la maestra lo ha tirato per un braccio per portarlo fuori. Mio figlio allora si è divincolato e le ha tirato contro la colla. La maestra ha allora chiesto alla direzione scolastica di far intervenire i carabinieri che sono arrivati poco dopo. Io mi chiedo perché la dirigenza scolastica abbia chiamato i carabinieri e non i servizi sociali territoriali di competenza“.

Alla donna ed al padre del bambino il Tribunale dei Minori ha tolto la potestà scolastica, spiega:

“La maestra ha anche chiesto di portarmi il bambino a casa, quando sa bene che non posso farlo perché il giudice mi ha tolto la potestà scolastica e io non posso quindi decidere di andare a prendere mio figlio a scuola a meno che non ci siano motivati problemi fisici. Le forze dell’ordine non hanno rilevato alcun pericolo e se ne sono andati. Mio figlio è poi rimasto a scuola fino al termine delle lezioni. Era davvero necessario far intervenire i carabinieri a scuola, spaventando e mortificando un bambino?”.

La direzione della scuola non avrebbe rilasciato commenti, né una sua versione della vicenda. A parlare al quotidiano solo il direttore del distretto scolastico, Paolo Michielin:

“Speravo che non succedesse e sicuramente non aiuta. Noi stiamo portando avanti un lavoro delicato per l’inserimento del bimbo in un’altra scuola”.