Cronaca Italia

Malaria, l’infettivologo: “Difficile zanzara in valigia. Siringa infetta ipotesi più plausibile”

Malaria, l'infettivologo: "Difficile zanzara in valigia. Siringa infetta ipotesi più plausibile"

Malaria, l’infettivologo: “Difficile zanzara in valigia. Siringa infetta ipotesi più plausibile”

ROMA – Malaria, l’infettivologo: “Difficile zanzara in valigia. Siringa infetta ipotesi più plausibile”. “Se dalle analisi in corso emergesse che il ceppo o variante di Plasmodium Falciparum che ha provocato la malaria nei due bambini ricoverati a Trento e nella piccola Sofia fosse lo stesso, allora il contagio della bambina sarebbe sicuramente avvenuto in ospedale ma resterebbe da capire in che modo”. Lo afferma all’ANSA il vicepresidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali, Massimo Galli. Se il ceppo “risultasse invece differente, allora il contagio sarebbe avvenuto in un contesto diverso”.

Al Corriere della Sera il professor Galli spiega anche come sia difficile che la zanzara vettore sia giunta in Italia all’interno di una valigia. A furia di escludere ogni ipotesi, tuttavia, al professore non resta che dover considerare un contagio interno all’ospedale e quindi, dal momento che fluidi e saliva non trasportano il plasmodio, a una siringa infetta.

Però la malaria si trasmette con il sangue infetto.
«Sì. Con trasfusioni innanzitutto, ma non è questo il caso: non solo Sofia non è stata sottoposta a questa procedura, ma più in generale, da noi, i controlli sulle donazioni di sangue sono rigidissimi. E poi con siringhe infette, come testimoniano casi fra tossicodipendenti».

Questo può succedere anche all’interno di un ospedale?
«È improbabile perché si utilizzano materiali monouso. Però è questa l’ipotesi più plausibile. Si tratterebbe allora di un incidente madornale». (Adriana Bazzi, Corriere della Sera)

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