Maltempo al Nord, fiumi esondati e frane: allarme tra Lecco e la Valtellina. Diga sotto osservazione in Valvarrone

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 giugno 2019 12:15 | Ultimo aggiornamento: 12 giugno 2019 18:03
maltempo nord italia

Maltempo al Nord: esonda il lago di Como, frane e allagamenti in provincia di Sondrio

LECCO – È emergenza maltempo in provincia di Lecco e in Valtellina. Alle prime luci di oggi, 12 giugno, a causa delle precipitazioni delle ultime ore, una colata di sassi, fango e detriti ha invaso il centro di Premana, travolgendo auto, allagando abitazioni e garage. A Primaluna il torrente Pioverna ha invaso la provinciale. A Dervio, sul lago, è esondato il Varrone e diverse case sono state sgomberate. Bloccato il traffico ferroviario. Sul posto i vigili del fuoco, in arrivo da Milano i nuclei speciali.

Circa ottocento persone sono state evacuate da Dervio. Settanta da Angolo Terme, nel bresciano.

In alta Valvarrone sono legati all’invaso di una diga che viene tenuto costantemente monitorata i timori maggiori per il pericolo di ulteriori esondazioni. La situazione più critica riguarda il corso del torrente Varrone e i Comuni di Premana, Pagnona, Casargo, Valvarrone, Vendrogno, Dervio – dove è avvenuto il maggior numero di evacuazioni dalle case – e Primaluna, oltre a Morterone, rimasto isolato su un altro versante per una frana sulla strada provinciale 63. La Provincia di Lecco nel frattempo, per tutelare maggiormente i comuni e gli altri enti del territorio, si è attivata per chiedere a Regione Lombardia la dichiarazione di stato di emergenza dei territori interessati dagli effetti del maltempo. 

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Frane, allagamenti e strade interrotte anche in Valtellina, nella provincia di Sondrio. La situazione più critica, al momento, è in Valle Spluga. Il by pass di Gallivaggio, in territorio di San Giacomo Filippo (Sondrio), aperto dopo la maxi frana di un anno fa che danneggiò parzialmente il santuario, è letteralmente inondato: fango e detriti trascinati dal torrente Liro hanno invaso la carreggiata in entrambi sensi di marcia e quindi il transito è interrotto. Una frana, sempre per i violenti temporali, è caduta in località Isola sulla statale 36 dello Spluga, fra Campodolcino e Madesimo (Sondrio), ora non facilmente raggiungibili dalla Lombardia. A Delebio (Sondrio), dove il torrente Lesina è gonfio d’acqua e rischia di esondare. Sul posto, come in Valchiavenna, diversi mezzi dei Vigili del fuoco e personale Anas per valutare anche in questo caso l’eventuale chiusura della strada. Oltre alle frane cadute nei territori comunali di San Giacomo Filippo, Campodolcino e Madesimo (Sondrio), che hanno semi-isolato la Valle Spluga, ora l’Anas ha disposto la chiusura della strada statale 36 all’altezza di Samolaco (Sondrio) per l’esondazione di due torrenti, Lobia e Pisarota, che costeggiano la carreggiata.

Il centro abitato di Premana, in alta Valvarrone, attualmente è isolato a causa dello smottamento di fango e detriti avvenuto questa mattina e per una serie di esondazioni. Interrotto anche il collegamento tra Premana e Pagnona e anche in quest’ultimo centro montano si registrano pesanti danni e l’esondazione del torrente Varroncello. Danni anche nel settore rivierasco nord della provincia di Lecco, in comuni come Dervio, affacciato sul ramo lecchese del Lago di Como. 

Si è ulteriormente alzato il livello del lago a Como e questo ha richiesto la chiusura di una seconda corsia sul lungolario. La corsia normalmente riservata ai bus è ora transitabile alle auto in modo da non bloccare la circolazione, e gli autobus vengono deviati in via Cavallotti.

Mentre la Valtellina sta facendo i conti con piogge intense che stanno provocando frane e smottamenti, è partita la conta dei danni delle bombe di grandine che nelle ultime ore si sono abbattute su buona parte della regione, dalla Bergamasca al Cremonese, dal Bresciano a Varese, Lecco e Como. Lo rende noto la Coldiretti Lombardia che ha disegnato la prima mappa regionale della devastazione provincia per provincia, sottolineando come i chicchi di ghiaccio abbiano colpito frumento, mais, orzo e ortaggi, mentre negli alpeggi è andato distrutto il foraggio per le mucche che dovevano salire sui pascoli. In Valtellina le forti piogge stanno allagando campi e pascoli, ingrossando fiumi e torrenti.

“Qui è un disastro – racconta Carlo Ratti, imprenditore agricolo di Gordona in Valchiavenna – Ci sono stati diversi smottamenti e piccole frane, che hanno invaso le carreggiate, rendendo difficile raggiungere i pascoli. Intanto i campi si stanno riempiendo d’acqua”. Nel Cremonese – precisa la Coldiretti – nelle ultime ore una violenta grandinata si è abbattuta sul territorio casalasco tra i comuni di Gussola, Torricella del Pizzo, Scandolara, Motta Baluffi, Cingia de’ Botti e Torre de’ Picenardi. I danni maggiori sulle coltivazioni prossime al raccolto come frumento, orzo e piselli. La tempesta ha spezzato anche le pianticelle di pomodoro e mais, le zucche e gli ortaggi in campo. Nella Bergamasca – continua la Coldiretti Lombardia – la grandine ha colpito la Valle di Scalve, dove è andato distrutto il primo raccolto di fieno. Prati imbiancati nella zona di Schilpario, dove in questi giorni avrebbero dovuto pascolare le mucche che invece così non potranno trovare l’erba di cui cibarsi. Anche nella zona di Gazzaniga, in Valle Seriana, un forte vento ha spianato il frumento in campo e la violenta grandinata che è seguita lo ha distrutto.

Danni si contano anche nel Bresciano: in Vallesabbia campi allagati e prati completamente distrutti. Grandine anche sulla zona di Brescia città e sul lago di Garda. In Vallecamonica, oltre all’erba medica, sono andati persi mirtilli e zucchine. A nord di Leno e di Ghedi colpito il mais. Ortaggi in pieno campo, fiori e strutture danneggiati anche nelle province della Lombardia settentrionale: la grandine ha colpito l’arco alpino e prealpino, interessando le valli che collegano il Varesotto al Lecchese. “Stimiamo una perdita dell’80 per cento di piccoli frutti – spiega Chiara Canclini, produttrice agricola di Stazzona, in provincia di Como – Colpiti soprattutto lamponi, more e mirtilli”. Meli, peri e peschi vittime del maltempo nelle valli che collegano il Verbano al Varesotto, con perdite ingenti. Nel Lecchese, a Merate la grandinata violenta ha stirato l’erba, abbattendosi anche su orzo e frumento. “Raffiche di vento fortissime e chicchi molto grossi hanno centrato il fieno nei prati – conferma l’allevatore meratese Alessandro Mapelli – compromettendo gran parte del raccolto.”.

Secondo un monitoraggio della Coldiretti nazionale le ultime tempeste di ghiaccio e acqua hanno fatto salire di un metro nelle ultime 24 ore il livello del Po al Ponte della Becca a Pavia ed esondare il lago di Como. Le intense precipitazioni hanno fatto innalzare il livello di fiumi e gonfiato i grandi laghi verso valori massimi come quello Maggiore che secondo l’analisi della Coldiretti ha raggiunto un grado di riempimento al 111%, quello di Garda al 97% e quello di Como che è al 90% ha addirittura allagato una corsia del Lungolario. La grandine – continua la Coldiretti – è l’evento più temuto dagli agricoltori in questo momento perché provoca danni irreparabili alle coltivazione mandando in fumo un intero anno di lavoro. Dall’inizio del 2019 – spiega Coldiretti – in Italia sono state registrate ben 86 grandinate, più di una ogni due giorni, con un balzo del 48% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno secondo i dati Eswd, la banca dai degli eventi estremi in Europa. Sono gli effetti di una tendenza alla tropicalizzazione che – conclude la Coldiretti – si manifesta con una più elevata frequenza di eventi estremi, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali e bombe d’acqua i cui effetti si fanno sempre più devastanti.

Bombe di grandine hanno colpito a macchia di leopardo il Nord Italia, devastando le coltivazioni agricole come frumento, orzo, mais, piselli e facendo strage di piantine di pomodoro, zucche, piante, fiori e ortaggi; negli alpeggi, invece, è andato distrutto il foraggio per le mucche che dovevano salire sui pascoli di montagna. E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti sugli effetti delle ultime tempeste di ghiaccio e acqua che hanno fatto salire di 1 metro nelle ultime 24 ore il livello del Po al Ponte della Becca ed esondare il lago di Como. La grandine, l’evento più temuto dagli agricoltori in questo momento, sottolinea la Coldiretti, ha investito dalla Bergamasca al Cremonese, dal Bresciano al Mantovano, da Varese a Lecco; questo mentre la Valle Spluga e Valchiavenna in provincia di Sondrio sono sott’acqua per le piogge torrenziali con frane e smottamenti. Le intense precipitazioni hanno fatto innalzare il livello di fiumi e gonfiato i grandi laghi verso valori massimi come quello Maggiore che, secondo l’analisi della Coldiretti, ha raggiunto un grado di riempimento al 111%, quello di Garda al 97% e quello di Como che è al 90% ha addirittura allagato una corsia del Lungolario.

Il maltempo non ha dato tregua in provincia di Brescia nelle ultime 24 ore e la tempesta che si è abbattuta in Valle Camonica ieri sera ha fatto evacuare 68 persone a Mazzunno di Angolo Terme, tutte residenti tra via Bregno e via Lorenzetti, per il pericolo rappresentato dalla colate di fango, detriti e acqua dalle pareti della montagna sovrastante. Tutta colpa del ‘fortunale’ che si è abbattuto attorno alle 17.30 sulla zona portando anche grandine che ha completamente distrutto i vigneti a Nord del lago d’Iseo fino alla media Valle Camonica. Ad Angolo l’emergenza maggiore con la valanga di detriti, fango, massi e ciottoli di diverse dimensioni misti ad una cascata continua di acqua che si è riversata sull’abitato di Mazzunno dal Monte Altissimo direttamente a ridosso delle case. È stato indispensabile un intervento immediato da parte del sindaco che, già in allerta per il maltempo, stava monitorando diverse criticità del territorio. Il ‘primo cittadino’ ha dovuto emettere l’ordinanza di evacuazione per 68 persone, che hanno trascorso la notte negli alberghi della località termale o presso parenti. L’accesso a Mazzunno da questo mercoledì mattina è regolamentato e controllato dalla Protezione civile Ana del paese, con la supervisione dei vigili del fuoco del distaccamento di Darfo Boario Terme che si trovano sul posto anche con pale meccaniche per rimuovere fango e detriti dalle strade. Il Parco delle Terme di Angolo, trasformato in un lago limaccioso, per ora è impraticabile. In tarda mattinata il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Brescia, Rosalia Restuccia, ha effettuato un sopralluogo di persona per verificare ulteriori misure di intervento. Intanto Coldiretti ha inviato i suoi tecnici per stilare il bilancio dell’ennesima calamità naturale che sembra aver azzerato la produzione di vino in tutta la valle. (Fonte ANSA – AGI)

Fonte video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev