Maximum Zanella ucciso a coltellate a Brunico, l’ombra del satanismo: il tatuaggio 666

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Luglio 2021 10:59 | Ultimo aggiornamento: 29 Luglio 2021 10:59
Maximum Zanella ucciso a coltellate a Brunico, l'ombra del satanismo: il tatuaggio 666

Maximum Zanella ucciso a coltellate a Brunico, l’ombra del satanismo: il tatuaggio 666

C’è l’ombra del satanismo sull’omicidio di Maximum Zanella, il ragazzo di origini russe ucciso a coltellate a Brunico da un suo amico poi fermato dai carabinieri. Un giovane infatti si presenta al pronto soccorso di Brunico con varie ferite. Le insistenti domande dei sanitari su come se le fosse procurate lo fanno crollare e confessa di aver ucciso un suo amico. 

L’ha ucciso poco prima nel suo appartamento a termine di una lite e poi ha detto di aver gettato l’arma del delitto, un coltello, e il cellulare nel fiume Rienza. A questo punto chiama il 112 e ripete ai carabinieri quanto appena detto ai sanitari. E’ quanto è accaduto due notti fa nella cittadina della val Pusteria.

Maximum Zanella, l’ombra del satanismo sul delitto

Per il delitto è stato fermato un ragazzo polacco di 21 anni, che da alcuni anni vive in Alto Adige. Maximum Zanella, 30enne d’origine russe, era stato adottato da bambino da una famiglia altoatesina. La Procura di Bolzano indaga per omicidio volontario, non tralasciando per il momento nessuna ipotesi. Ma si punta soprattutto sul satanismo. Il ritrovamento di un teschio nell’appartamento della vittima, nel quale è stato compiuto il delitto, e il fatto che il fermato avesse tatuato sul braccio il numero 666, hanno alimentato voci su un possibile retroscena satanista. In merito la Procura ha però precisato che “sul movente non ci sono ancora elementi” utili.

I genitori però smentiscono la pista satanista

Smentiscono nettamente questa pista i genitori della vittima, Carlo Alberto Zanella, presidente provinciale del Cai, e la moglie. Il teschio – spiegano – è una solo una specie di sopramobile di plastica, nient’altro. I coniugi Zanella e la loro figlia non si danno pace. Descrivono Maximum come ragazzo “timido e buono”, che in passato “ha compiuto qualche errore come tanti ragazzi”. Da sei anni viveva a Brunico e attualmente lavorava come bagnino nella piscina della cittadina. Il figlio sembrava tranquillo. Cosa sia successo nella ore successive lo potrà chiarire solo il ragazzo polacco che sarà sentito a breve per l’interrogatorio di garanzia.