“Uccidete randagi. Sono pericolosi”. Sdegno web: denunciato MessinaOggi

Pubblicato il 21 agosto 2012 20:07 | Ultimo aggiornamento: 21 agosto 2012 20:32

cani randagiMESSINA – “Uccidete i cani randagi. Sono un pericolo”. E’ la proposta choc di un cronista del quotidiano siciliano online MessinaOggi. Una provocazione? Forse, ma sul web si è scatenato il putiferio e il Partito Animalista Europeo ha già querelato il Direttore del giornale per il reato di “Istigazione a delinquere” oltre che per tutti gli altri reati che saranno ravvisati dall’autorità giudiziaria.

La tutela giuridica degli animali, rammenta il coordinatore nazionale del Partito Animalista, Enrico Rizzi, è normata dalla Legge 189/04 che punisce con la reclusione fino a due anni chiunque causi senza alcuna necessità la morte ad un animale.

“Resto sorpreso nel vedere tanta insensibilità, ignoranza, incapacità e scarsa professionalità ad opera di un giornalista che non solo non conosce la legge, ma istiga addirittura i cittadini ad infrangerla”, ha detto Rizzi.

Per Davide Gambale, autore dell’articolo galeotto, si è trattato solo di una provocazione per risvegliare l’attenzione sul fenomeno del randagismo, a suo avviso, sottovalutato dall’amministrazione messinese.

Nell’articolo di Gambale si legge: “Trovarsi accerchiato da un branco di cani randagi in città e cercare rifugio sul cofano di una macchina. Il problema del randagismo a Messina c’è e l’amministrazione comunale non ha fatto un fico secco per risolverlo”.

Gambale si chiede se esista un servizio di accalappia cani, se l’amministrazione abbia mai affrontato il problema. Fin qui domande lecite ma poi il post scriptum che lo incrimina: “Al bando gli animalisti. I cani vanno abbattuti”.

Come dire che per risolvere l’annosa questione delle pensioni, proponessimo la soppressione degli anziani. Ma la voce di sdegno di alza forte dal web.

In molti concordano nel considerare l’articolo in questione non una provocazione, come si vorrebbe far credere, quanto piuttosto la dimostrazione di un’ignoranza e di un qualunquismo senza pari.

Argomentano sapientemente: “Invece di puntare il dito contro gli animali, che nulla hanno fatto per essere randagi, e invitare all’educazione della gente, alle corrette modalità di gestione dei cani, delle sterilizzazioni, delle nascite, si parla di “mettere al bando gli animalisti” e di “uccidere i cani”, in una sorta di istigazione a delinquere.

E ancora: “Bisognorebbe spingere le amministrazioni a fare qualcosa iDI SENSATO nvece di istigare a commettere quello che è un atto riprovevole punito dalla legge”.

E c’è chi propone: “Invece di spargere terrorismo psicologico inutile e incitare alla violenza omicida, cerchi una soluzione intelligente al problema. Proponga al sindaco la sterilizzazione gratuita, solo sterilizzando si combatte civilmente il randagismo”.

Poi l’indignazione scorre per decine e decine di commenti. Enrico Rizzi, con toni durissimi, condanna l’articolista e avverte: “Segnalerò comunque il caso al Dott. Enzo Iacopino Presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti affinchè prenda i dovuti provvedimenti e contestualmente chiederò all’attuale Amministrazione comunale quali misure di prevenzione ad oggiAggiungi un appuntamento per oggi sono state adottate per reprimere il triste e diffuso fenomeno del randagismo”.