Roma. Metro C Pantano-Centocelle: rinviata anche l’apertura di sabato 11 ottobre

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 ottobre 2014 15:16 | Ultimo aggiornamento: 8 ottobre 2014 22:10
Metro C Pantano-Centocelle: rinviata anche l'apertura di sabato 11 ottobre

Il “Notiziario dai cantieri” di Roma Metropolitane del 20 settembre: in prima pagina l’apertura prevista della metro C, sabato 11 ottobre

ROMA – La Metro C di Roma ritarda anche sul ritardo. La prima tratta, Pantano-Centocelle, non aprirà sabato 11 ottobre 2014, ultima data prevista. La penultima era il 31 agosto 2014.

E stiamo parlando di un’opera che, quando fu assegnato l’appalto nel febbraio 2006 al Consorzio formato da ATI Astaldi Spa – Vianini Lavori Spa (gruppo Caltagirone) – Consorzio Cooperative Costruzioni (Coop) – Ansaldo Trasporti Sistemi Ferroviari Spa, avrebbe dovuto essere consegnata nel 2011.

Nel 2008 le imprese chiesero una proroga di due anni, fino al 2013. Di rinvio in rinvio si è arrivati all’autunno 2014 senza neanche una stazione aperta.

Notizia di oggi è che neanche le prime 15 stazioni, quelle che portano da Pantano-Montecompatri (9 km fuori dal Gra, sulla Casilina) fino alla stazione di Centocelle, possono aprire per un problema agli allarmi anti-incendio: pare suonino all’impazzata.

Il sindaco di Roma Ignazio Marino vuole il nome dei colpevoli: “Rimango qui anche sette giorni ma non me ne vado fino a che non ho il verbale con i colpevoli di tale danno alle romane e ai romani”. Lo ha detto dalla Direzione generale del Tpl (Trasporto pubblico locale) del ministero delle Infrastrutture dove si trova per acquisire direttamente la documentazione ufficiale sullo slittamento dell’apertura della prima tratta Metro C prevista per l’11 ottobre.

Sono venuto fisicamente a occupare la sede della Direzione generale che si occupa delle autorizzazioni per il Tpl perché da ieri attendevo il verbale che indicasse la possibilità di avviare la metro C nel primo segmento l’11 ottobre. Il fatto che questo verbale non venisse prodotto nell’intera giornata di ieri mi aveva fortemente allarmato”, ha detto Marino uscendo dalla direzione generale Tpl del ministero delle infrastrutture.

“Entro stanotte, in un modo o nell’altro la questione deve essere risolta. Adesso ho convocato in Campidoglio i responsabili delle imprese assieme all’avvocatura del Campidoglio perché voglio avere un ulteriore approfondimento alla luce del verbale che adesso ho nelle mie mani”,

Ho il verbale nella mia tasca. Mi sembra che ci siano indicazioni abbastanza chiare di chi non ha fatto il proprio dovere per ciò che riguarda gli aspetti imprenditoriali e di realizzazione dell’opera. Tutto questo deve essere portato alla massima chiarezza e trasparenza perchè stiamo parlando di un’opera che è costata fino a oggi quasi due miliardi di euro. Ho il dovere per Roma e per gli italiani di fare chiarezza e individuare i colpevoli”.

Ho avvertito di quanto io sia infuriato anche i responsabili delle imprese e in particolare Caltagirone e l’ufficio di Moretti di Finmeccanica. Ho detto che voglio capire che cosa sta accadendo e per quale motivo non potremmo far salire le romane e i romani l’11 ottobre sui treni”.

Scrive Ernesto Menicucci sul Corriere Roma:

“Dopo l’accusa della Corte dei Conti di danno erariale di 360 milioni di euro – per l’aumento dei costi dei lavori tra il 2006 e il 2010 – un’altra pesante tegola si è abbattuta sulla terza linea della metropolitana: la Commissione di collaudo, istituita presso il ministero dei Trasporti, non ha ancora dato il suo nulla osta. E, senza quello, di sicuro non si può partire. La decisione era attesa per martedì 7 ottobre, ma a tarda sera la commissione non aveva ancora «verbalizzato» nulla: situazione che ha fatto scattare l’allarme in Comune.

Il parere potrebbe arrivare mercoledì, ma è praticamente certo che non sarà positivo. Nella migliore delle ipotesi verrà rilasciato un «via libera» ma con prescrizioni. E a quel punto, toccherebbe al Campidoglio assumersi la responsabilità se inaugurare o no le nuove stazioni. […] A rilevare problemi sull’impianto, in particolare, sono stati i vigili del fuoco che hanno valutato come «non adeguati» gli standard dei servizi della linea: scale mobili, ascensori, ma – soprattutto – l’impianto anti-incendio.

Secondo le simulazioni fatte, il dispositivo scatta quando non dovrebbe: segnala incendio a bordo, o sulla linea, anche quando non c’è nessun pericolo. E, visto che la metro C non ha macchinisti ma è a conduzione automatica (il sistema driverless ), non c’è nessuno in grado di comunicare che si tratta di falsi allarmi, interrompendo in questo modo la procedura di evacuazione dai convogli e dalle stazioni”.