Milano corre, ma lo stadio è fermo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Settembre 2021 10:04 | Ultimo aggiornamento: 15 Settembre 2021 10:04
Milano corre, ma lo stadio è fermo

Milano corre, ma lo stadio è fermo

A meno di 20 giorni dalle elezioni comunali di Milano, la questione stadio non è ancora riuscita ad entrare nel vivo della campagna elettorale. La riqualificazione di un punto nevralgico della vita sociale della città, sembra essere emersa nel dibattito politico solo negli ultimi giorni. Eppure, la situazione non sembra incoraggiante. San Siro è uno stadio ormai obsoleto: l’impianto, le infrastrutture e tutto l’indotto collegato, non rispondono nemmeno ad una parte delle esigenze del pubblico e del tessuto sociale attuale. In Europa, gli stadi sono ormai dei superluoghi caratterizzati da shopping mall, ristoranti, hotel e tutta una serie di servizi e altre strutture collegate. Gli impianti puntano alla sostenibilità ambientale, all’efficientamento energetico, al risparmio dell’acqua e alla riduzione delle emissioni.

  • – A Londra, il New Tottenham Hotspur Stadium, sfrutta al 100% l’energia rinnovabile e ha raggiunto
    l’obiettivo delle zero emissioni.
  • – Ad Amsterdam, il Johan Cruijff Arena si è dotata di 4.200 pannelli solari e di una turbina eolica.
  • – A Genk, la Luminus Arena è diventato uno stadio a emissioni zero di CO₂ con una serie di interventi
    di ammodernamento iniziati nel 2016.

A Milano, invece, il progetto di uno stadio nuovo che possa tenere conto di questi fattori chiave, continua ad andare a rilento. Una situazione inspiegabile se si pensa alle possibilità in termini di redditività e sviluppo che un impianto e delle strutture più sostenibili e funzionali potrebbero generare. Possibilità per lo sport, ma anche per la città. Uno stadio moderno e polifunzionale è imprescindibile per le logiche del calcio moderno ma rappresenta soprattutto un volano economico per tutta la comunità. A differenza del passato, oggi gli stadi sono veri e propri manifesti del tempo libero, del benessere e della socialità. Sono motore di riqualificazione e sviluppo, in grado di integrarsi con il territorio cittadino.

Non tenerne conto e non sfruttarne le eventuali possibilità, significa fare un torto al territorio. Ad oggi, con la campagna elettorale delle comunali in corso, non ritrovare al centro dell’interesse dei diversi schieramenti politici la questione stadio, sembra assurdo e davvero poco lungimirante. Tralasciando la classica “urbanistica elettorale”, c’è da augurarsi che Milano possa tornare ad essere davvero quell’esempio di innovazione e sviluppo che sta facendo da traino per tante delle attività commerciali del nostro paese.