Molfetta, 300 episodi di assenteismo in ospedale: 30 indagati, 12 ai domiciliari VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 Luglio 2019 17:28 | Ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2019 18:00
Molfetta, 300 episodi di assenteismo in ospedale: 30 indagati, 12 ai domiciliari

Molfetta, 300 episodi di assenteismo in ospedale: 30 indagati, 12 ai domiciliari

BARI – Il medico che andava a comprare il pesce e lo metteva nel frigo dell’ospedale, l’impiegata che si faceva diagnosticare una cefalea ma andava a fare shopping. Accadeva, secondo le indagini della Guardia di Finanza, all’ospedale Don Tonino Bello di Molfetta (Bari). L’inchiesta, durata due anni e coordinata dalla Procura di Trani, ha portato alla luce circa 300 presunti episodi di assenteismo, per i quali sono indagate 30 persone, 12 delle quali poste agli arresti domiciliari, e una con obbligo di dimora.

I finanzieri, secondo quanto riporta l’Ansa, descrivono “un sistema di fraudolenta solidarietà per timbrare il cartellino ed assentarsi dal lavoro durante l’orario di servizio”. Gli indagati ricoprono diversi livelli di incarichi: ci sono cinque medici, anche dirigenti, una Capo sala e una infermiera professionale, 17 impiegati amministrativi, cinque tecnici e anche un collaboratore esterno all’ospedale che si prestava a timbrare.

I reati contestati, a vario titolo, sono presunta truffa aggravata ai danni di ente pubblico, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, abuso d’ufficio e peculato. Inoltre, le indagini proseguono per definire altre posizioni. I provvedimenti sono stati notificati, oltre che a Molfetta, anche a Foggia, Giovinazzo (Bari), Bisceglie e Barletta nella provincia Bat.

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La Guardia di Finanza parla di “sistematiche assenze dal luogo di lavoro in orario di ufficio”, spesso autorizzate da permessi sindacali o da Legge 104/92 ma usate “per svolgere attività presso altre strutture o per motivi privati, anche utilizzando le autovetture di servizio”. Coinvolti anche “alcuni impiegati dell’Ufficio rilevazioni presenze e assenze preposti al controllo del corretto rispetto dell’orario di lavoro di tutti gli altri dipendenti che, approfittando della possibilità di accedere al sistema informatico, modificavano manualmente gli orari di lavoro”.

La direzione generale dell’Asl Bari, dal canto suo, ha fatto sapere di aver “offerto, e continuerà ad offrire, massima collaborazione alle Autorità Giudiziarie”, assicurando “massima celerità nell’apertura dei procedimenti disciplinari previsti per legge e nella sospensione cautelare dal servizio” per chi abusa della qualità di dipendente pubblico.

Il direttore generale Antonio Sanguedolce, in una nota, precisa che se gli episodi dovessero essere confermati “l’Asl di Bari licenzierà senza indugio i dipendenti interessati”. “Episodi gravissimi”, condanna il segretario della Fp Cgil Puglia, Domenico Ficco, che danno “una versione distorta dell’intero impiego pubblico” che “oscura il lavoro, il sacrificio e l’abnegazione di chi quotidianamente è sul campo in condizioni croniche di carenza di personale, con servizi arretrati e non parametrati rispetto ai bisogni”. (Fonte: Ansa)

Fonte video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev