Farmaci killer: spunta nitrito di sodio. Errore che arriva dall’Irlanda

Pubblicato il 27 Marzo 2012 12:06 | Ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2012 12:28

ROMA – Conterrebbe nitrito di sodio con una concentrazione del 70% e non sorbitolo la sostanza tossica ingerita dalla ventottenne morta a Barletta sabato scorso durante un banale test clinico. Lo si apprende da fonti della procura di Trani citate dall’Ansa, secondo le quali il dato sarebbe emerso dall’esame autoptico della vittima.

Il nitrito di sodio è una sostanza molto comune, che viene usata come conservante per i cibi e che ha lo stesso aspetto esteriore del sorbitolo (una polvere bianca), con cui può essere quindi facilmente scambiato. La dose letale per l’uomo è fissata in circa 22 milligrammi per chilo di peso corporeo: la sua ingestione interferisce con il trasporto di ossigeno da parte dell’emoglobina.

Di fronte all’ipotesi dell’avvelenamento da nitrito di sodio, gli inquirenti devono ora indagare per capire dove e come sia avvenuto lo scambio tra l’innocuo sorbitolo e il letale salnitro. La procura di Trani ha avviato accertamenti per rintracciare tutti gli acquirenti che hanno ordinato tramite eBay confezioni da cinque chilogrammi di presunto “sorbitolo”. Martedì mattina sarà in Procura, a Trani, il legale dell’azienda italiana Cargil che ha venduto sorbitolo a società del Regno Unito dove la sostanza – è l’ipotesi di lavoro dei pubblici ministeri tranesi – potrebbe essere stata riconfezionata e venduta tramite i canali di eBay.

Una delle ipotesi è che la confezione letale venga dall’Irlanda, in seguito a un complicato giro che coinvolgerebbe ditte italiane, inglesi e irlandesi. L’ipotesi da verificare è che ci sarebbe stato un errore di confezionamento in Irlanda. Da qui l’allerta del ministero della salute al sistema di sorveglianza Ue e il coinvolgimento di autorità inglesi e irlandesi.

Può darsi quindi che il sorbitolo non c’entri con la tragedia di Barletta. Ma le vendite online del dolcificante sono state comunque bloccate in tutto il mondo. Lo ha deciso eBay, il più grande sito di compravendite online, dopo il caso di Teresa Sunna, la 29enne morta a Barletta dopo aver ingerito una fiala di una sostanza spacciata per sorbitolo poco prima di sottoporsi ad un test di intolleranza alimentare nello studio privato di un gastroenterologo.

Tutto questo mentre l’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco, citando l’ente statunitense LegitScript, il servizio di verifica e controllo delle farmacie online, l’unico riconosciuto ufficialmente dalle federazioni dei farmacisti, afferma che solo l’1% delle 40.000 farmacie online censite sarebbe legale, ovvero controllato dalle autorità competenti. Mentre il resto dell’esistente sarebbe rappresentato da farmacie false o illegali.