Napoli, il fratello del consigliere ucciso: “Denunciò la camorra nel Pd ma venne ignorato”

Pubblicato il 9 Marzo 2011 17:36 | Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2011 17:36

NAPOLI – “Mio fratello è stato ucciso perché aveva denunciato le infiltrazioni della camorra nel Pd”. La pesante accusa arriva da Giovanni Tommasino, fratello di Luigi, il consigliere comunale di Castellammare di Stabia ucciso il 3 febbraio 2009 mentre guidava la sua auto. Venne affiancato da uno scooter: 13 colpi e per lui è la fine. Miracolosamente illeso il figlio Raffaele di 13 anni, seduto accanto a lui.

Per questo omicidio è stato arrestato Catello Romano, 19 anni, iscritto al Pd. Romano ha detto agli inquirenti di aver partecipato ad altri 3 omicidi, nonostante sia appena maggiorenne. Non solo: Stefano Zurlo sul Giornale scrive che il ragazzo è stato anche candidato alle primarie Pd cittadine.

L’accusa di Giovanni Tommasino è stata raccolta dal Tg1: “Luigi aveva svelato le infiltrazioni della camorra nel partito. Il Pd l’aveva ignorato. Il Pd provinciale, il Pd regionale, il Pd nazionale. Avevano fatto finta di niente, anzi, l’avevano richiamato perché aveva sollevato uno scandalo”.