Napoli, troppa fila per fare il tampone: sputa su dottoressa e infermiere. Che vanno in quarantena

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 11 Marzo 2020 9:36 | Ultimo aggiornamento: 11 Marzo 2020 9:36
Napoli, troppa fila all'Ospedale Cotugno per fare il tampone: sputa su dottoressa e infermiere. Che vanno in quarantena

Napoli, troppa fila per fare il tampone: sputa su dottoressa e infermiere. Che vanno in quarantena (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Era stanco di stare in fila per fare il tampone, e allora ha sputato contro medici e infermieri. Esatto, ha sputato. Una persona che doveva fare il test per il Coronavirus (e che quindi qualche sintono ce l’aveva) ha deciso di manifestare così il proprio malcontento (scusate l’eufemismo).

E’ successo nell’ospedale Cotugno di Napoli, dove una persona con sintomi febbrili che era in attesa di fare il tampone: spazientito dall’attesa l’uomo è andato in escandescenza e, dopo essersi tolto la mascherina ha sputato addosso a una dottoressa e a un infermiere che stavano cercando di riportarlo alla calma. I due sanitari sono stati messi in quarantena e il locale dove è avvenuto l’episodio è stato evacuato e sottoposto sanificazione.

Direttore sanitario: “Sputare è come sparare”.

“Ho perso un medico e un infermiere validissimi che adesso devono state in isolamento e non possono dare, come hanno fatto finora il loro prezioso contributo. Sputare addosso a una persona quando si hanno, in un momento come questo, sintomatologie e febbre, equivale a sparare, non c’è differenza”. Così, il direttore generale dell’ospedale Cotugno di Napoli Maurizio Di Mauro, ha commentato il preoccupante episodio avvenuto ieri sera nell’ospedale che dirige dove una persona con sintomi febbrili in file per fare il tampone, spazientito dall’attesa è andato in escandescenza e, dopo essersi tolto la mascherina, ha sputato addosso a una dottoressa e a un infermiere che stavano cercando di riportarlo alla calma.

“Sono indignato, ci sono ragazzi che stanno dando l’anima – sottolinea Di Mauro – stamattina ho visto i neo assunti, ragazzine di 23-24 anni che forse non sanno a che cosa stanno andando incontro, pronte a dare il loro contributo in questa battaglia contro il coronavirus”. (Foto Ansa)