Parmalat, la Cassazione libera Tanzi: per ora niente carcere ma rinvio

Pubblicato il 2 Febbraio 2011 20:57 | Ultimo aggiornamento: 2 Febbraio 2011 20:57

ROMA – Niente carcere, almeno per ora, per l’ex manager di Parmalat Calisto Tanzi. Lo ha stabilito la quinta sezione penale della Cassazione, che ha annullato con rinvio ad una nuova decisione la sentenza del tribunale del riesame.

Quest’ultimo aveva disposto la custodia in carcere per Tanzi, come chiesto dalla procura, a seguito della condanna,inflitta dalla Corte d’appello di Milano, a 10 anni di carcere per aggiotaggio nell’ambito dell’inchiesta Parmalat.

Secondo la decisione della Cassazione del 2 febbraio, quindi, il tribunale del Riesame di Milano dovrà valutare nuovamente se esiste il pericolo di fuga per Tanzi, tale da rendere necessario, come sostenuto dalla procura, il carcere a seguito della condanna inflitta in secondo grado dalla Corte di Milano il 26 maggio 2010, nonostante ancora non si sia giunti all’ultimo grado di giudizio.

Questa mattina il Pg della Cassazione, Vito Monetti, aveva, invece, chiesto nell’udienza svoltasi a porte chiuse, la conferma degli arresti disposti dal tribunale del Riesame dello scorso ottobre.

Dopo la condanna a 10 anni per aggiotaggio e a un risarcimento ai risparmiatori truffati per 100 milioni di euro, infatti, la procura aveva chiesto una prima volta l’arresto immediato di Tanzi perché capace di fuggire all’estero viste le sue risorse finanziarie. Un prima richiesta nel luglio 2010 era stata respinta dalla corte d’appello di Milano ma, dopo il ricorso della procura al Riesame, quest’ultimo ad ottobre aveva ribaltato la situazione disponendo gli arresti in carcere per l’ex patron di Parmalat che oggi ha 73 anni.

“Evidentemente la Cassazione oggi ha ritenuto che ci sono delle incongruità nelle motivazioni del riesame e che non vi sono elementi concreti su un possibile pericolo di fuga”. È il commento dell’avvocato Giampiero Biancolella, legale di Calisto Tanzi, che fa così sapere di essere sereno dopo la decisione della Cassazione di annullare con rinvio l’ordinanza del Riesame di Milano, che aveva disposto gli arresti per l’ex patron della Parmalat. «La Cassazione da tempo ha affermato il principio secondo cui la valutazione del pericolo di fuga deve basarsi su elementi concreti – ha commentato Biancolella – e probabilmente ha ritenuto che non potesse essere considerato un pericolo di fuga il viaggio in Ecuador fatto da Tanzi nel 2003, visto che quella volta è rientrato in Italia nonostante rischiasse l’arresto”.

In attesa del deposito delle motivazioni della Cassazione, il legale si dice sereno, racconta di aver comunicato la notizia a Tanzi, che oggi è rimasto a casa con la moglie ad attendere la decisione della Cassazione. Alla domanda su come abbia reagito Tanzi alla notizia, ha risposto: «Credo si sia sciolto in un abbraccio con sua moglie e che sia stata versata anche qualche lacrima, perchè in famiglia c’era molta preoccupazione viste le sue condizioni di salute e il rischio che andasse in carcere».

Tanzi, 73 anni, attualmente è ai domiciliari. Il suo arresto è stato disposto la prima volta nel 2003. Il 18 dicembre 2008 viene condannato in primo grado e il 26 maggio 2010, condannato a 10 anni di reclusione per aggiotaggio dalla Corte d’appello di Milano. Il processo a Parma per bancarotta fraudolenta si è concluso il 9 dicembre 2010 con la condanna a 18 anni di reclusione.