Perché il nuovo papa si chiama Francesco e non Ignazio?

Pubblicato il 15 Marzo 2013 14:35 | Ultimo aggiornamento: 15 Marzo 2013 14:36
Perché il nuovo papa si chiama Francesco e non Ignazio?

Sant’Ignazio di Loyola, fondatore dei gesuiti

ROMA – “Prof perché il nuovo papa si chiama Francesco e non Ignazio?” Se lo chiedono gli studenti dell’istituto Massimiliano Massimo all’Eur, prestigiosa scuola dei gesuiti dove hanno studiato politici (Francesco Rutelli), economisti (Mario Draghi), manager (Luca Cordero di Montezemolo) e scrittori (Ignazio Silone).

Laura Serloni, per il quotidiano la Repubblica, ha fatto il giro di tutta la Roma gesuita, dalla Chiesa del Gesù a due passi da Largo Argentina alla parrocchia di Sant’Andrea al Quirinale, dalla chiesa di Sant’Ignazio di Loyola in Campo Marzio, alla parrocchia di San Saba. Ha raccolto le testimonianze esultanti dei gesuiti.

La domanda sorge spontanea, dal momento che Jorge Mario Bergoglio, argentino, è il primo gesuita salito al soglio pontificio. E allora perché non scegliere il nome di Sant’Ignazio di Loyola, in onore del fondatore dei gesuiti?

Ma del resto, San Francesco d’Assisi, fu la vera ispirazione anche dello stesso Ignazio. Il vice rettore del Massimo, nonché insegnante di latino, greco e italiano, Livia De Dominicis, ai suoi studenti ha detto: “Ha voluto un nome umilissimo e non è un caso, anche perché i gesuiti sono molto attenti alle parole e lui ha preso il nome del fondatore di un altro ordine, un grande gesto di apertura e semplicità”.

Alessandro Manaresi, della parrocchia di San Saba, ha detto: “La scelta del nome è geniale, San Francesco è, infatti, una figura significativa nella storia della Chiesa. Ora — ribadisce — è il momento della preghiera”. Si aggiunge Giovanni Lamanna, rettore della Chiesa di Sant’Andrea al Quirinale: “Per noi è motivo di gioia sapere che un nostro confratello ha avuto il privilegio di guidare la Chiesa. La sua attenzione per gli ultimi è ulteriore motivo di contentezza: abbiamo bisogno, soprattutto nel contesto in cui viviamo, di persone spirituali, autorevoli e vicine a chi è nella sofferenza. Obbediremo a papa Francesco”.