Roma, pesci morti asfissiati nel mercato di Piazza Vittorio

Pubblicato il 3 Maggio 2011 0:43 | Ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2011 0:43

ROMA – Il pesce viene lasciato marcire nel mercato di piazza Vittorio a Roma. La denuncia è arrivata dall’Aidaa: “Sono oramai diverse le segnalazioni che stanno giungendo al telefono amico di Aidaa relative al mercato del pesce di Piazza Vittorio ora in via Principe Amedeo ex caserma Sani di Roma”.

Le segnalazioni giunte al telefono amico dell’associazione italiana difesa animali ed ambiente parlano di centinaia di pesci lasciati sui banchi ancora vivi a morire per asfissia. In un caso avvenuto la scorsa settimana una signora andata in quel mercato ha segnalato un episodio all’associazione: “Con mio grande shock – ha scritto la signora- ho visto pesci vivi sul ghiaccio dei banchi che boccheggiavano e addirittura alcuni che, per gli spasimi o per il tentativo di vivere e respirare, si muovevano scivolando da una parte all’altra del banco! La persona che ho accompagnato ha anche raccontato che precedentemente un pesce le è letteralmente saltato addosso”.

Da qui la decisione di Aidaa di inviare una segnalazione alla competente Procura della Repubblica in quanto ad avviso dei responsabili dell’associazione animalista il lasciare morire i pesci di asfissia rappresenta di fatto un reato di maltrattamento, i pesci sono animali senzienti, e la morte avviene lentamente e con spasmi dolorosissimi per l’animale che si vede privare del suo habitat naturale composto dall’acqua”.

“Così come si è proibito di mettere astici e aragoste vive in vetrina o sul ghiaccio in quanto considerata una pratica barbara – ha detto Lorenzo Croce, presidente nazionale di Aidaa – riteniamo grave il lasciar morire i pesci sul bancone dove vengono custoditi senza alcuna protezione per la loro vita. Bisogna poi aggiungere che da quel mercato giungono anche segnalazioni di carenza di condizioni igieniche da qui la nostra decisione di inviare la segnalazione sia alla procura di Roma ed al comando dei Nas presso il ministero della salute per far si che vengano rispettate sia le norme igieniche sia anche e soprattutto che si eviti per centinaia di pesci questa atroce morte per asfissia”.