Cronaca Italia

Pm: “Dal Pdl 700mila€ ai senatori Daniela Melchiorre e Italo Tanoni”

Berlusconi diede 700mila euro ai senatori...

Compravendita senatori, il processo (Foto Lapresse)

NAPOLI – Daniela Melchiorre e Italo Tanoni ottennero un contributo di 700 mila euro da Forza Italia. Ci sono anche i loro nomi tra le carte dei pm di Napoli che starebbero imbastendo una nuova inchiesta sulla presunta compravendita di senatori: una decina di parlamentari disponibili a votare contro le indicazioni del proprio partito in cambio di soldi o altri benefit. In particolare i pm indagano sul voto di sfiducia a Berlusconi andato a vuoto il 14 dicembre 2010 e altre sue vicende giudiziarie.

In particolare, scrive Sandro Ruotolo sul quotidiano la Stampa, i due usciti dalla maggioranza per aderire al cosiddetto Terzo Polo Fli-Udc e votare la sfiducia a Berlusconi, fecero ritorno nel Pdl, salvando Berlusconi dal conflitto di attribuzione per il caso Ruby. Successivamente Daniela Melchiorre si guadagnò la nomina a sottosegretario dell’Economia, per poi dimettersi un mese dopo. E insieme  Tanoni ottenne un contributo per i Liberal Democratici, che sarebbe stato speso a fini personali.

La convinzione dei magistrati è che ci fosse ”sistema di elargizione” che ha coinvolto partiti e parlamentari. Le ipotesi di reato sono per corruzione e finanziamento illecito.

Intanto dopo due udienze interamente dedicate a questioni procedurali relative a avvisi e notifiche, il 17 febbraio prossimo dovrebbe finalmente entrare nel vivo il processo sulla presunta compravendita. Mercoledì, dopo oltre due ore e mezza di camera di consiglio la prima sezione del Tribunale di Napoli, presieduta da Nicola Russo, si è pronunciata sulle questioni sollevate in aula dai legali di Silvio Berlusconi, gli avvocati Michele Cerabona e Niccolò Ghedini. I penalisti hanno riproposto la richiesta di nullità delle notifiche relative all’udienza del processo, nonché di inefficacia della dichiarazione di contumacia del Cavaliere.

Nella sua ordinanza il tribunale ha sottolineato che era perfettamente regolare la notifica fatta presso l’abitazione di Berlusconi ad Arcore e nelle mani della sua segretaria, Marinella Brambilla, che dichiarò all’ufficiale giudiziario di essere incaricata della ricezione degli atti. Allo stesso tempo il Tribunale ha stabilito l’inefficacia della dichiarazione di contumacia di Berlusconi pronunciata ieri da un diverso collegio (quello della Quarta sezione): come avevano evidenziato i legali di Berlusconi infatti ieri il Tribunale, in seguito alla comunicazione di astensione di uno dei componenti del collegio (il presidente Loredana Acierno) non avrebbe dovuto adottare alcun atto, compresa quindi la questione della contumacia.

Al termine dell’udienza di mercoledì i giudici hanno consegnato a mano in aula gli avvisi per la prossima udienza ai legali di Berlusconi.   Nel corso degli interventi sui problemi relativi alle notifiche, ha preso la parola nuovamente Antonio Di Pietro, legale di parte civile dell‘Italia dei Valori, il quale aveva ribadito che, a suo giudizio, le richieste della difesa servono soltanto ad allungare i tempi del processo, avendo come unico obiettivo la prescrizione. Un intervento, il suo, sottolineato dalle parole di disapprovazione dei difensori del Cavaliere.

In aula era presente Valter Lavitola, seduto tra gli avvocati Maurizio Paniz e Antonio Cirillo. L’ex direttore dell’Avanti è imputato di concorso in corruzione insieme con Berlusconi: secondo l’accusa avrebbe svolto infatti un ruolo di intermediario tra l’ex presidente del Consiglio e l’ex senatore Sergio De Gregorio, che avrebbe ricevuto tre milioni di euro per passare allo schieramento di centrodestra e favorire così la caduta del governo Prodi.

La prossima udienza dovrebbe essere incentrata sull’ammissione delle parti civile. Dopo l’Italia dei Valori e il Codacons (che si costituirono nel corso dell’udienza preliminare) hanno avanzato analoga richiesta anche il Senato, l’Italia dei Valori di Torino e un gruppo di 58 cittadini marchigiani. Non si costituirà invece Romano Prodi: ”Non mi costituirò parte civile. Non è Prodi che è stato offeso, ma è molto di più. È il Paese che è stato offeso: è il governo, è il Senato, sono i partiti italiani, è la democrazia italiana”, ha spiegato.

 

 

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