Polignano a Mare, Grotta Palazzese e Tana Marina multati per pesce ignoto e carni vecchie

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Giugno 2019 14:21 | Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2019 14:24
Polignano a Mare (Bari), Grotta Palazzese e Tana Marina multati per pesce ignoto e carni vecchie

Polignano a Mare, Grotta Palazzese e Tana Marina multati per pesce ignoto e carni vecchie (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Polignano a Mare, basta guardare le foto del locale per capire che Grotta Palazzese è un ristorante di quelli che ci vai per mangiare come se andassi a teatro, in abito e palato a festa. Ristorante per ben spendere e ben mangiare, ristorante da cui ti aspetti il meglio e paghi il meglio. Un ristorante così non dovrebbe avere alcun interesse, alcun vantaggio reale a fare la cresta sulle sue prestazioni. Un ristorante così guadagna se mette in mostra e in tavola il meglio. L’arraffare qualche centinaio di euro servendo roba di seconda categoria o peggio non dovrebbe essere nel, come dire, piano industriale di un ristorante così.

E invece, raccontano le cronache di agenzie di stampa e giornali, una ispezione degli uomini in divisa ed ecco che spuntano fuori otto chili di pregiata carne giapponese oggi molto trendy. Peccato che sia carne scaduta a maggio. A maggio! E siamo a giugno. Ma era ancora là, là per essere cucinata. Carne vecchia. Non solo: anche 68 chili di tranci di spigola, filetti di pesce, zampe di granchio reale ovviamente congelati ma di provenienza e percorso ignoti. Come usa dire: senza tracciabilità. Multa dunque di 5.500 euro per Grotta Palazzese gran ristorante gran cucina con pesce ignoto e carni vecchie.

Ma non è tanto la multa che offende: 5.500 euro sono poco o nulla per un locale e un’impresa di queste dimensioni. Offende il buon senso, offesa è l’idea, la cultura stessa di impresa. Rifilare roba scaduta alla clientela che paga salato, esporsi con roba scaduta o irregolare in magazzino e in frigo è il contrario dell’investire e fare profitto grazie alla propria professionale. Al contrario è arraffare oggi, qui e subito e porre le basi più o meno certe per affossare domani l’azienda, l’impresa, il nome, la credibilità.

5 x 1000

C’è cascata sola Grotta Palazzese in questa tentazione apparentemente furba e in realtà autolesionista? No, stesso luogo, Polignano. Raccontano ancora le cronache: stesso giro di ispezioni, altro pregiato ristorante, la Tana Marina di Cala Paura. Tana con dentro 95 chili di pesce di provenienza sconosciuta, altri 95 chili di pesce ignoto. Qui multa da 1.500. Multa anche questa che nell’entità può fare un baffo rispetto a quanto si porta a casa e in cassa vendendo come pesce di scoglio pesce di non si sa. Purtroppo è questo il calcolo, è questa la filosofia di impresa di molte aziende turistiche o legate al turismo. Mica solo a Polignano Puglia.

Da Roma in giù, Puglia o Calabria, Campania o Sicilia che sia il turista è un tizio da cui strizzare il più possibile con ogni mezzo, uno da colpire one shot, un colpo solo! Mai, quasi mai il turista è un cliente da ben trattare, da fidelizzare, da rispettare, qualcuno e qualcosa su cui investire e quindi guadagnare a medio, lungo e giusto termine. Poi tutti a stupirsi del perché mai i turisti vengono, guardano e…scappano. Mangiando, bevendo e dormendo da noi il meno possibile.