Prefetto L’Aquila: “Risata nervosa”. Ma temeva di essere spiata. Intercettazione

Pubblicato il 20 Gennaio 2013 11:10 | Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio 2013 11:16

Giovanna Iurato “commossa” depone la corona di fiori all’Aquila (foto Ansa)

ROMA – L’ex prefetto dell’Aquila Giovanna Iurato si difende dall’accusa di aver riso del terremoto dell’Aquila e di aver simulato commozione davanti alle macerie della casa dello studente. Quella intercettata dai magistrati di Napoli sarebbe, secondo l’ex prefetto, solo una “risata nervosa”. Una nuova intercettazione, però, sembra destinata a far discutere: Iurato al telefono con un amico fa chiaramente capire di temere di essere spiata.

La risata? Sono stata fraintesa. La mia era una reazione emotiva al telefono, nient’altro” spiega la Iurato in una intervista a Repubblica. Ora, aggiunge l’ex prefetto, il suo stato d’animo è ”troppo dispiaciuto”. E anche al Corriere della Sera spiega, attraverso il suo avvocato, Renato Borzone che si è trattato di ”risate amare, nessuna ironia, nessun sarcasmo. Il prefetto lo ha chiarito anche ai magistrati”.

”Quella dell’Aquila per me – spiega Iurato a Repubblica – era una situazione nuova, del tutto diversa. Chi non ci ha vissuto non può capire. Avevo paura e al telefono con un amico ho avuto una reazione emotiva. Ma so bene che ciò che posso dire io adesso, in questo momento vale poco. Sono le persone dell’Aquila che mi hanno conosciuto in questi anni che devono parlare e dire come sono veramente”.

Anche perché davanti alla Casa dello studente ”mi sono commossa veramente”. E ”non si può – aggiunge – giudicare una persona dalla trascrizione di una telefonata fatta in un contesto particolare”. Il periodo iniziale all’Aquila ”per me e’ stato terribile, in certe situazioni si può reagire in tanti modi”. E ”certe volte uno può fare una risata nervosa perché oppressa dalla paura…”.

Una nuova intercettazione, però, mostra come Iurato temesse di essere spiata.

GRATTERI: Ti volevo solo chiedere questo…e’ una perplessità che mi e’ venuta in mente, tu sei dentro una struttura?
IURATO: Si!
GRATTERI: Ovviamente l’unico….puoi parlare?
IURATO: Certo, tranquillo.
GRATTERI: L’unico di cui puoi sospettare e’ il proprietario della struttura.
IURATO: No, perche’ non e’ cosi’…
GRATTERI: Brava.
IURATO:…perché la struttura al momento è un porto di mare dove ci sono tutti di tutti.
GRATTERI: Ho capito pero’ nel tuo ufficio non e’ che entra il primo che arriva, insomma.
IURATO: A me il colonnello dei carabinieri mi ha detto che…
GRATTERI: Eh però allora aspetta un attimo. Allora mi permetto di darti un suggerimento, perché non vorrei…
IURATO: Certo.
GRATTERI: Perché siccome là arrivano…noi facciamo tutto quello che vuoi: il tuo ufficio, tutti gli uffici…
IURATO: No, no solo il mio ufficio…
GRATTERI: (incomprensibile) tutto quello che vuoi, pero’ siccome siamo in una struttura militare…ed e’ una questione delicata, secondo me lo devi dire a Sandro Valeri.
IURATO: Eh.
GRATTERI: Perché eventualmente ne parli con il Capo, capito perché, non so se mi spiego? Lì coloro che ti ospitano potrebbero pure risentirsi, io mi risentirei, capito?

[…]

GRATTERI: Tu hai…cioè là deve…arriva la polizia, in una caserma della Finanza con valigie e valigette, per fare la bonifica al Prefetto, che sta in una struttura della Finanza! E’ un po’…è un po’ antipatica come cosa, no, Gianna.
IURATO: Comunque guarda…
GRATTERI: Perche’ tu ovviamente, è che io che sono del mestiere che cosa ti dico? Ti dico Giovanna, se qualcuno l’ha messa qualcosa, l’ha messa con la compiacenza della Finanza.