Processo escort, Barbara Guerra deve testimoniare ma non si trova

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Maggio 2015 20:18 | Ultimo aggiornamento: 4 Maggio 2015 20:18
Processo escort, Barbara Guerra deve testimoniare ma non si trova

Barbara Guerra

BARI – Barbara Guerra non si trova. Sarebbe dovuta andare a testimoniare al processo “escort” a carico di sette imputati, tra cui Gianpaolo Tarantini e Sabina Beganovic (in arte Began), ma per la quinta volta i carabinieri di Bernareggio (Monza) sono andati a bussare invano alla sua porta. O meglio, al cancello della sua lussuosa villa brianzola. Della Guerra non c’è traccia. Così i militari hanno dovuto trasmettere al tribunale di Bari un verbale di “vane ricerche”.

Il pubblico ministero non si arrende. Ha detto che continuerà a cercare la Guerra, che a Milano è anche indagata per corruzione in atti giudiziari nel processo Ruby ter. La Procura, invece, sembra orientata a non insistere sull’audizione di un’altra habitué dei dopocena a casa di Silvio Berlusconi: Marysthell Garcia Polanco, residente in Svizzera e ormai prossima al parto.

Mentre le ricerche della Guerra continuano, per la prossima udienza dell’11 maggio i difensori dell’imputato Massimiliano Verdoscia, hanno citato a deporre come testimone Silvio Berlusconi. Difficile dire se l’ex premier sarà presente in aula in piena campagna elettorale. Non è escluso, se il difensore che lo ha citato insisterà, che la deposizione possa slittare ad un’altra data.

Per l’11 maggio sarà citato come testimone dalla difesa di Claudio Tarantini, fratello di Gianpaolo, l’ex vicepresidente della Regione Puglia, Sandro Frisullo (Pd), che fu arrestato nell’ambito della scandalo escort per aver avuto – secondo l’accusa – incontri hot con donne della scuderia Tarantini in cambio della concessione di favori illeciti all’imprenditore pugliese. Frisullo e Gianpaolo Tarantini il 5 febbraio 2014 sono stati condannati in appello ad un anno e quattro mesi di reclusione (pena sospesa) ciascuno per due episodi di turbativa d’asta relativi ad altrettante gare da 370mila euro per forniture di strumentario chirurgico e tavoli operatori all’ospedale Vito Fazzi di Lecce.

Deposizioni a parte, ormai il processo è sostanzialmente giunto a conclusione e i giudici possono contare su centinaia di intercettazioni telefoniche e ambientali che costituiscono una mole probatoria difficilmente superabile.