Resia, don Alberto contro le minigonne in chiesa: “Cosce parrocchiane in mostra come prosciutti”

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 gennaio 2019 14:21 | Ultimo aggiornamento: 8 gennaio 2019 14:21
Resia, don Alberto contro le minigonne in chiesa: "Cosce parrocchiane in mostra come prosciutti"

Resia, don Alberto contro le minigonne in chiesa: “Cosce parrocchiane in mostra come prosciutti”

UDINE – “Cosce resiane Igt“. Così si intitola il volantino distribuito in chiesa da don Alberto Zanier. Turbato dalle troppe minigonne in chiesa, il sacerdote che è vicario parrocchiale a Resia, in provincia di Udine, ha consegnato il suo anatema nelle parrocchie della Val Resia, in Friuli. Ma è finito a sua volta sotto accusa, per aver paragonato le cosce delle parrocchiane a quelle dei prosciutti parate in bella mostra.

La vicenda, che ha sollevato alcune polemiche sui social per i toni usati dal sacerdote, è riportata oggi dal quotidiano Messaggero Veneto. Per don Alberto l’abbigliamento adottato in chiesa da certe giovani fedeli è “carne al vento” e insiste: “La Chiesa non è una balera o un boudoir”. Nel testo, il parroco, che ha 30 anni, fa riferimento alla “crisi” del prosciutto a San Daniele e a “un altro tipo di cosce” che a Resia, osserva, “non conosce ombra di crisi”. Gambe che facevano la “loro bella comparsa dal di sotto di mini (troppo mini) gonne di adolescenti”.

Il prete definisce questo tipo di abbigliamento una “grave mancanza di rispetto sotto tre aspetti”: “verso il corpo della donna“, “verso gli altri” (“mostrare carne al vento a più non posso è una gravissima forma di maleducazione verso chi mi sta vicino perché potrei urtare la sua sensibilità o addirittura provocare la sua sessualità”) e “verso il sacerdote“. “O non ricordiamo – si chiede – che siamo davanti a un ministro di Dio chiamato, oltre che a vivere il celibato, ad annunciare e insegnare la morale cattolica anche in campo sessuale?”.

La colpa, conclude il sacerdote “è delle mamme. Care mamme quando le vostre figlie escono di casa, vedete come vanno in giro?”.