Roma, arrestato pedofilo di 73 anni: nel 2016 accompagnava a scuola la figlia dei vicini e la molestava

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 5 Maggio 2021 - 11:52 OLTRE 6 MESI FA
Roma, arrestato pedofilo di 73 anni: nel 2016 accompagnava a scuola la figlia dei vicini e la molestava

Roma, arrestato pedofilo di 73 anni: nel 2016 accompagnava a scuola la figlia dei vicini e la molestava (Foto d’archivio Ansa)

Arrestato a Roma un pedofilo di 73 anni. Approfittando del rapporto di amicizia fra vicini di casa, nel 2016 avrebbe molestato per mesi una 13enne. Una 13enne che lui, all’epoca, accompagnava a scuola. L’uomo era poi scappato da quella casa, rifugiandosi sul litorale.

Dopo una serie di lunghe indagini capillari, condotte dalla Polizia giudiziaria della Polizia di frontiera aerea di Fiumicino e diversi processi, è scattato l’ordine di arresto nei suoi confronti, per violenza su minore, con una condanna definitiva a 7 anni di carcere.

Roma: pedofilo si era rifugiato sul litorale

Il pedofilo però, si era reso irreperibile al suo indirizzo di residenza, in una nota località balneare del litorale romano. A tradirlo, nei giorni scorsi, è stato un ordinario controllo sanitario Anticovid. L’uomo, infatti, si era recato presso una struttura sanitaria del litorale romano per sottoporsi alle analisi di rito.

Ma ad attenderlo, mentre questi era in fila per entrare nel padiglione sanitario, ha trovato gli investigatori della polizia giudiziaria. I quali lo hanno subito arrestato e condotto in carcere.

Le molestie su una ragazza di 13 anni che accompagnava a scuola

Le indagini era state avviate nel 2016, dopo la denuncia nei suoi confronti da parte dei genitori della vittima. Secondo quanto è emerso dall’inchiesta, la mamma della minorenne, al sesto mese di una gravidanza a rischio, essendo impossibilitata ad accompagnare la propria figlia a scuola, così come il suo papà, per motivi di incompatibilità con i suoi orari lavorativi, si sarebbero affidati proprio al loro “amico” vicino di casa, con cui già da alcuni anni avevano instaurato un rapporto di fiducia e stima.

Al punto tale da affidargli proprio il compito quotidiano di accompagnare la loro bambina in auto, a volte riprenderla, dal plesso scolastico distante una manciata di chilometri dalle loro rispettive abitazioni. Ad insospettire i suoi genitori era stato lo strano e improvviso comportamento assunto in casa dalla giovane, che soltanto dopo lunghi colloqui con la propria mamma, con grande sforzo e tante lacrime, avrebbe confessato tutto. Inevitabile anche il ricorso ad un lungo periodo di supporto psicologico alla minorenne.