Salvatore Manca, speleologo liberato dopo 48 ore in grotta

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Agosto 2015 11:05 | Ultimo aggiornamento: 14 Agosto 2015 11:05
Salvatore Manca, speleologo liberato dopo 48 ore in grotta

Salvatore Manca, speleologo liberato dopo 48 ore in grotta

NUORO – E’ stato liberato venerdì mattina alle 5.10, dopo oltre 48 ore di permanenza nella grotta Sa Conca e Locoli nel Montalbo, nel Comune di Siniscola in provincia di Nuoro, lo speleologo Salvatore Manca. L’uomo era stato colpito da un masso mercoledì sera mentre con altri speleologi tentava la risalita dopo una giornata di esplorazione. Dopo una prima visita dei medici del 118 nella tenda ospedalizzata del campo base è stato ricoverato in codice giallo all’ospedale San Francesco di Nuoro.

Lo speleologo, 45 anni, ha una gamba e un braccio fratturati, ma le sue condizioni generali sono buone. In tutte queste ore di permanenza in grotta è stato costantemente assistito dal personale sanitario del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas). “Era su di morale rideva e scherzava forse per sdrammatizzare la situazione” ha detto uno dei soccorritori.

L’operazione di recupero è stata gestita da 50 uomini del Cnsas, due squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale di Nuoro e dai carabinieri di Siniscola. Giovedì pomeriggio è stato necessario l’arrivo di un gruppo di disostruttori dal nord Italia per allargare un budello strettissimo in cui far passare la barella, e l’utilizzo di microcariche esplosive. Una volta fatto spazio, intorno alle 20 è iniziato il trasporto del ferito con l’autorizzazione della Prefettura di Nuoro e l’assistenza del medico e dell’infermiere, entrambi della commissione medica del Cnsas, che hanno monitorato la situazione passo passo.

L’uomo è stato assistito nei tratti allagati e nei piccoli laghi dal gruppo dei tecnici speleo subacquei, ma non è stata necessaria l’immersione con le bombole: i disostruttori sono riusciti ad allargare le pareti del punto allagato per permettere il passaggio della barella senza immersione. I vigili del fuoco hanno aiutato il trasporto allestendo una teleferica esterna.

All’uscita, dopo aver adagiato il ferito nella tenda medicalizzata, tutte le persone impegnate da mercoledì notte nei soccorsi, stremate dalla fatica, si sono fermate al campo base per un breve ristoro.