San Benedetto del Tronto, lo chef Palestini non trova personale: “Giovani preferiscono il reddito di cittadinanza”

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Luglio 2019 15:31 | Ultimo aggiornamento: 17 Luglio 2019 15:31
San Benedetto del Tronto, lo chef Palestini non trova personale: "Giovani preferiscono il reddito di cittadinanza"

Nella foto Facebook, lo chef Federico Palestini

SAN BENEDETTO DEL TRONTO (ASCOLI PICENO) – “Non riesco a trovare lavoratori stagionali, i giovani non vogliono lavorare il weekend e preferiscono il reddito di cittadinanza”: a lanciare l’ennesimo anatema contro i giovani italiani “choosy”, come li aveva definiti qualcuno anni fa, è Federico Palestini, chef marchigiano di San Benedetto del Tronto.

Attraverso le colonne del Corriere Adriatico lo chef ha lanciato un appello all’istituto alberghiero di San Benedetto del Tronto per chiedere di far fare agli studenti in stage estivi, in modo da ovviare alla mancanza di lavoratori. 

“Nei mesi di maggio e di giugno – ha spiegato il cuoco – avevo ricevuto da parte dell’ufficio impiego dei moduli contenenti i nominativi di 12 persone che percepiscono il reddito di cittadinanza. Volevo offrire loro del lavoro ma nessuno mi ha dato conferma anzi qualcuno mi ha anche intimato di non chiamarlo più. Ho dovuto così cercare altrove e non senza difficoltà. Non è facile trovare ragazzi che vogliono lavorare nella ristorazione, anzitutto perché da noi si lavora il sabato e la domenica e i ragazzi preferiscono forse essere liberi nel weekend e comunque non si trovano lavoratori qualificati. Un appello lo lancio anche all’alberghiero affinché cerchi di mandare i ragazzi a fare formazione anche nei periodi estivi nei ristoranti della Riviera”.

Palestini assicura di rispettare la legge, ma chiede anche flessibilità ai suoi dipendenti: “Da noi se vieni assunto per 4 ore lavori per 4 ore, hanno un pasto gratuito. Noi serviamo solo per i dipendenti sia a pranzo che a cena 1.200 pasti gratuiti l’anno. Diamo 14 mensilità, paghiamo la tredicesima la quattordicesima come previsto dalla legge. Ovviamente ci deve essere anche la flessibilità, ci sono giornate in cui ci sono tante persone altre in cui vi sono tempi morti”.

Critiche a Palestini sono arrivate dalla Cgil: “Non crediamo che scaricare sui lavoratori altamente professionalizzati, che non si tirano mai indietro, le responsabilità di chi invece i lavoratori li vuole sfruttare sia il modo giusto di affrontare la questione. Il lavoro stagionale nel turismo, commercio e artigianato alimentare arriva ad occupare il 40%. Questi lavoratori hanno diritto a vedere i propri contratti rispettati. Se poi lavorano il doppio devono ricevere retribuzioni adeguate”. (Fonte: Il Corriere Adriatico)