Scuola, diplomati magistrali fuori dalle graduatorie. La conferma della Cassazione

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 Luglio 2019 20:09 | Ultimo aggiornamento: 22 Luglio 2019 20:10

(Foto d’archivio Ansa)

ROMA  –  I diplomati magistrali che non hanno partecipato alle sessioni di abilitazione o ai concorsi sono fuori dalla graduatorie ad esaurimento per l’immissione in ruolo nella scuola. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno respinto il ricorso di un nutrito gruppo di diplomati magistrali contro la sentenza del Consiglio di Stato che a fine 2017 aveva gettato nello sconforto migliaia di persone.

Secondo i sindacati quella decisione ha riguardato molti di coloro che avevano avuto nomine annuali dalle Gae e 7mila insegnati già in cattedra. L’adunanza plenaria del Consiglio di Stato a dicembre 2017 ha respinto i ricorsi contro una decisione del Tar del Lazio che a sua volta ha ritenuto legittimo il decreto col quale il Ministero dell’Istruzione, nel 2014, aveva aggiornato le graduatorie ad esaurimento escludendo dagli elenchi per la messa in ruolo degli insegnanti della scuola materna e delle elementari coloro che sono in possesso del solo diploma magistrale.

Dopo la riforma che ha previsto maestri di materna ed elementari laureati e ha cambiato il titolo per l’abilitazione all’insegnamento, era stato previsto un regime transitorio, in base al quale anche coloro che avevano conseguito il diploma alle magistrali entro il 2002 potevano concorrere in via permanente all’abilitazione, ne sono state previste due sessioni, nel ’99 e nel 2004. Fino appunto alla decisione del 2014, che ha scosso una situazione che si era sedimentata.

I ricorrenti, una trentina, tutti diplomati magistrali con titolo conseguito entro il 2002, contestavano che il Consiglio di Stato avesse ecceduto nei suoi poteri togliendo valore abilitante al diploma magistrale e denunciando una lesione dei “diritti fondamentali”, visto che avevano lavorato nella scuola per oltre un ventennio e non erano stati tutelati dai giudici “contro l’arbitrio della Pubblica amministrazione”. Motivi ritenuti inammissibili dalla Suprema Corte, che nell’ordinanza n. 19679 non entra nel merito della questione, ma sottolinea che la decisione dei giudici amministrativi “rimane entro l’ambito di interpretazione e ricostruzione di una complessa normativa”.

Il sindacato Anief, che si è schierato al fianco di questa particolare categoria di docenti, non si dà per vinto e annuncia la volontà di impugnare “ogni singolo licenziamento che dovesse intervenire nei confronti dei docenti immessi in ruolo ‘con riserva’ che hanno superato l’anno di prova”. E che chiederà ai giudici amministrativi di sollevare il caso dei diplomati magistrali di fronte alla Corte di Giustizia Europea. (Fonte: Ansa)