Separare Venezia e Mestre: raccolte 9 mila firme per il referendum

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 Marzo 2014 13:59 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2014 13:59
Separare Venezia e Mestre: raccolte 9 mila firme per il referendum

Separare Venezia e Mestre: raccolte 9 mila firme per il referendum

VENEZIA- Separare Venezia da Mestre: i comitati promotori del referendum hanno raccolto 9 mila firme, ne bastavano 7 mila. Sarebbe il quinto tentativo, i promotori sperano di abbinarlo alle prossime elezioni. Se il consiglio regionale dirà di sì, spetterebbe al governatore Luca Zaia indire la consultazione.

Marco Sitran e Stefano Chiaromani, rappresentati dei comitati promotori lo hanno annunciato in conferenza stampa: le firme dovranno rispettare i criteri di ammissibilità e meritevolezza della materia, necessarie per l’organizzazione del referendum.

“L’obiettivo – hanno spiegato i due – è quello che il referendum si tenga per febbraio-marzo del prossimo anno, cioè prima delle prossime amministrative a Venezia, perché così ci sarebbero i tempi tecnici per andare alle urne già con i due nuovi Comuni”.

I confini proposti, hanno illustrato Sitran e Chiaromani, saranno quelli naturali di terra e acqua: al nuovo Comune di Mestre spetterebbe tutta la terraferma, comprese Tessera e Marghera, mentre a Venezia resterebbero, oltre alla città storica, le isole e le barene.

“Per la prima volta – ha sottolineato Sitran – Venezia e Mestre hanno voluto portare avanti la battaglia condividendola in perfetta sintonia, perché hanno capito che il futuro per salvarsi è separarsi. Perché farlo? Per creare quella coesione sociale che oggi non c’è. Dopo la separazione, per Venezia va pensato uno statuto speciale e il rilancio di imprese e residenzialità. E anche Mestre avrebbe indubbi benefici se risultasse non più indissolubilmente legata al destino di Venezia. Perché il presupposto da sottolineare prima di tutto è che Venezia non è un centro storico e Mestre non è una periferia“.

Storicamente però l’idea non è mai stata condivisa dalla cittadinanza chiamata alle urne. Il primo referendum risale al 1979. L‘ultima consultazione, nel 2003, non superò neppure il quorum.