Si fa pagare 400 giorni di permesso per assistere madre malata, ma non era vero

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Marzo 2015 15:00 | Ultimo aggiornamento: 15 Marzo 2015 15:00
Si fa pagare 400 giorni di permesso per assistere madre malata, ma non era vero

Si fa pagare 400 giorni di permesso per assistere madre malata, ma non era vero

PORDENONE – Un uomo si è fatto pagare oltre 400 giorni di permesso per assistere la madre malata. Peccato che l’anziana donna fosse invalida, ma ad assisterla era il fratello di Michel Del Toso, che è stato scoperto dai carabinieri e ora dovrà risarcire la Provincia di Pordenone per 70mila euro. Del Toso inoltre è stato condannato a 1 anno e 9 mesi di reclusione.

Susanna Salvador sul Gazzettino di Pordenone racconta la storia di questo geometra che ora è stato condannato dalla Corte dei conti al carcere e al risarcimento dei danni erariali subiti dalla Provincia di Pordenone per cui lavorava:

“L’uomo ha usufruito di 415 giornate di congedo straordinario retribuito per stare vicino alla mamma invalida. Ma, come appurato da un’indagine dei Carabinieri di Pordenone, la mamma vive in provincia di Udine ed è assistita da un fratello del 58enne.

Una vicenda dai risvolti penali, costata al dipendente della Provincia una condanna in primo grado a 1 anno e 9 mesi di reclusione con la condizionale. In quella sede all’ente, costituitosi parte civile con l’avvocato Andrea Del Col, era stata riconosciuta una provvisionale immediatamente esecutiva di 30mila euro, a fronte dei 102mila richiesti dalla Provincia come risarcimento tra stipendi e danni di servizio e d’immagine”.

La questione dopo la condanna penale è arrivata anche alla Corte dei Conti, che ha disposto un ingente risarcimento:

“Ed è arrivata la sentenza che condanna il geometra della Provincia a pagare 70mila euro al suo “datore” di lavoro, proprio perchè ha intascato – come si evince dalla sentenza di primo grado del giudice monocratico del Tribunale di Pordenone Patrizia Botteri – 55mila euro per 410 giornate di congedo lavorativo concessegli per assistere la mamma. Situazione che in realtà non era mai avvenuta. L’avvocato Roberto Lombardini ha già annunciato la volontà di ricorrere in Appello contro la sentenza della Corte dei Conti”.