Stamina, morta Sofia De Barros: era la bimba simbolo del metodo Vannoni

di redazione Blitz
Pubblicato il 31 dicembre 2017 13:40 | Ultimo aggiornamento: 31 dicembre 2017 13:40
Stamina-Sofia-De-Barros

Stamina, morta Sofia De Barros: era la bimba simbolo del metodo Vannoni

ROMA – Dopo anni di strenua lotta contro una malattia rara, la leucodistrofia metacromatica, la piccola Sofia De Barros non ce l’ha fatta. Era diventata la bimba simbolo della battaglia per l’accesso al metodo Stamina ideato da Davide Vannoni. La piccola, che aveva effettuato delle infusioni agli Spedali Civili di Brescia ed era finita al centro di battaglie legali per riprenderle prima che il metodo ricevesse parere negativo da due commissioni ministeriali, aveva commosso l’Italia intera.

A darne notizia sono la mamma Caterina Ceccuti e il papà Guido De Barros tramite i social network. “Ieri sera la nostra piccola straordinaria bambolina Sofia – scrivono i genitori – è volata in cielo, direttamente dalle braccia di mamma e babbo. Ora per lei non esiste più dolore, c’è solo l’amore. Grazie a tutti quelli che l’hanno amata e che la ricorderanno nelle loro preghiere”. La bimba, soprattutto nelle fasi principali della vicenda, era stata la protagonista di una sorta di campagna per consentire l’accesso a quello che veniva definito il protocollo Stamina.

Per lei si erano mobilitati anche personaggi noti, come Adriano Celentano e Fiorello, e in seguito al tam tam mediatico il ministro della Sanità Renato Balduzzi nel 2013 emise un comunicato nel quale si dava via libera al proseguimento delle infusioni dopo una prima che era stata già effettuata a Brescia.

“Sto seguendo personalmente e da molti giorni questa vicenda perché la soluzione da dare sia rispettosa delle leggi e delle esigenze di sicurezza scientificamente accertate – scriveva Balduzzi- la soluzione che abbiamo suggerito potrà consentire alla piccola Sofia di proseguire con il trattamento già iniziato con la prima infusione a condizione che i suoi genitori diano il consenso informato”.

Negli ultimi anni mamma Caterina, giornalista e scrittrice, e papà Guido hanno dato vita alla Onlus “Voa Voa, amici di Sofia”, associazione per il sostegno alle famiglie colpite da malattie rare e patologie orfane di cure. Numerosi i progetti attuati dalla Onlus anche con i laboratori di ricerca dell’ospedale pediatrico fiorentino Meyer.