Suore di clausura contro tagli sanità: “Chi ci cura?”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Agosto 2015 16:14 | Ultimo aggiornamento: 13 Agosto 2015 16:15
Suore di clausura contro tagli sanità: "Chi ci cura?"

Suore di clausura contro tagli sanità: “Chi ci cura?”

ROMA – Tagli alla sanità, prestazioni non più sempre gratuite: le monache di clausura protestano, non ci stanno. E come pagano adesso che il governo taglia la sanità? Il quotidiano Libero parla di un appello della priora di un monastero di clausura di Roma, secondo la quale le suore non potrebbero pagare di tasca propria gli esami e rischiano di essere tagliate fuori dalle cure di base:

“Dicono che noi abbracciamo la vita claustrale per sacrificare, pregare per tutti, ma nessuno pensa a noi, che non abbiamo soldi per curarci. È veramente triste questa mancanza di carità. Noi non abbiamo soldi per queste spese di sanità, e come dobbiamo fare? Noi monache di clausura non abbiamo aiuto, si parla di molta gente bisognosa, di noi però non si parla”.

Anzitutto, se parliamo di cure di base, ovvero essenziali, in Italia nessuno è tagliato fuori. Se parliamo di cure di emergenza in un pronto soccorso italiano può recarsi, ed essere curato gratuitamente, chiunque, italiano, straniero, clandestino, profugo, suora di clausura. Per il medico di base basta avere la cittadinanza italiana.

Secondo poi il governo non intende rendere a pagamento Tac o altro. Intende mettere uno stop a quelle analisi che non sono propriamente necessarie e urgenti, lasciandole gratuite per chi ha davvero necessità. Per capirci tac, risonanze magnetiche agli arti e alla colonna, test di colesterolo e trigliceridi saranno ripetibili solo ogni cinque anni in assenza di fattori di rischio documentati. Insomma le suore possono stare tranquille e viene da chiedersi: ma in caso chi sarebbe assente, il governo o il Vaticano?