Teramo: tenta suicidio in carcere infilando la testa tra le sbarre

Pubblicato il 29 Novembre 2012 0:06 | Ultimo aggiornamento: 29 Novembre 2012 0:09

Teramo, tenta suicidio in cella infilando la testa nelle sbarre

TERAMO – Ha tentato di uccidersi infilando la testa tra le sbarre della cella in cui è rinchiuso, nel carcere di Castrogno a Teramo. L’uomo un tunisino di 35 anni è stato salvato dagli agenti di polizia penitenziaria del carcere.

L’uomo, recluso per reati legati allo spaccio di droga, ha infilato la testa tra le sbarre della feritoia della porta blindata della sua cella. Vano il tentativo di estrarla da parte degli agenti: è stato necessario l’intervento dei Vigili del fuoco che hanno dovuto segare le sbarre. L’uomo è stato quindi trasferito in infermeria. Non è la prima volta che il tunisino si rende protagonista di simili gesti: trasferito da un mese e mezzo a Teramo, dove è presente un reparto per detenuti con patologie psichiatriche, ha tentato altre due volte il suicidio.

Prima si è tagliato una vena, in un secondo tentativo ha ingoiato lamette da barba e due batterie: in quest’ultima occasione è  stato necessario trasferirlo in ospedale per un intervento chirurgico. Era rientrato da pochi giorni dal trattamento sanitario obbligatorio. Sull’episodio interviene il segretario provinciale del Sappe, il sindacato più rappresentativo degli agenti di Polizia penitenziaria, Giuseppe Pallini, che accusa l’amministrazione regionale penitenziaria di non prendere in giusta considerazione l’emergenza assistenza sanitaria psichiatrica per i detenuti del carcere di Castrogno, ma nello stesso tempo critica anche la Asl di Teramo che, all’indomani della convenzione stipulata con l’amministrazione penitenziaria, non ha ancora attrezzato adeguatamente le celle per ospitare detenuti con patologie a rischio suicidio.