Terni, fermata madre del neonato trovato morto in un sacchetto: è una 26enne già con una figlia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 agosto 2018 19:39 | Ultimo aggiornamento: 4 agosto 2018 8:30
terni neonato

Terni, fermata madre del neonato trovato morto in un sacchetto: è una 26enne già con una figlia (foto Ansa)

TERNI – Continuano le indagini sul neonato trovato senza vita ieri sera, 2 agosto, nel parcheggio di un supermercato a Terni. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Una ragazza ternana di 26 anni, già madre di una bambina, è stata ascoltata lungo oggi in questura. Gli agenti sospettano che possa essere stata lei ad aver abbandonato il neonato. La donna sarebbe stata rintracciata grazie a uno scontrino lasciato nella busta di carta messo nel sacchetto più grande in cui c’era il bambino.

Al momento però le indagini proseguono per accertare soprattutto due fattori importanti: se il bimbo fosse ancora vivo al momento in cui è stato gettato via e se la donna abbia avuto dei complici per compiere il gesto. Il primo aspetto in particolare è fondamentale per capire le reali responsabilità della 26enne. La donna, secondo quanto trapela, sosterrebbe di aver lasciato il neonato vivo, molto tempo prima del ritrovamento nel parcheggio dell’Eurospin di Borgo Rivo. Decisiva in questo caso sarà anche l’autopsia sul corpicino per accertare la verità.

Al momento per la donna sono stati disposti gli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio. Per quanto riguarda la possibile presenza di compici che avrebbero potuto aiutarla bel gesto, la donna ha sostenuto di aver tenuto nascosto tutto a parenti e all’attuale compagno aiutata dal suo fisico corpulento.

“Stando alle prime risultanze la tristissima vicenda sembra essere legata agli ambienti del degrado e della povertà, anche legati alla tossicodipendenza”. E’ quanto dichiara l’assessore al Welfare del Comune di Terni, Marco Cecconi. “In attesa degli approfondimenti e dei risultati investigativi – aggiunge – una prima cosa comunque va detta, in quanto elemento che contraddistingue gli indirizzi di questa Amministrazione Comunale”.

“Nella lotta alle tossicodipendenze, una vera e propria emergenza anche nella nostra città, non si può solo attendere che chi ha problemi in tal senso si rivolga alle strutture del Sert. Occorrono anche dei presidi mobili, con operatori specializzati, che vadano a contattare chi fa uso di sostanze, affinché siano prospettate alternative, percorsi di recupero, affinché ci sia un richiamo ad un’altra vita, decisamente più incentrata sul rispetto della propria persona. I presidi mobili – conclude Cecconi – sono uno strumento molto utile anche in un’ottica di mappatura del consumo delle sostanze, in maniera tale da poter fornire indicazioni utili sul fronte della prevenzione e della repressione”.