Terremoto L’Aquila, ricercatori: “Nessun aumento dei suicidi dopo il sisma”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 settembre 2013 9:48 | Ultimo aggiornamento: 13 settembre 2013 9:48
Terremoto L'Aquila, uno dei tanti disegni dei bambini dopo il sisma

Terremoto L’Aquila, uno dei tanti disegni dei bambini dopo il sisma

L’AQUILA – Aumento dei suicidi dopo il terremoto del 2009? Niente di vero. Il numero dei suicidi nelle aree colpite del terremoto anzi “è sceso di gran lunga a partire dal 2009”. Lo rivela uno studio di due medici e ricercatori aquilani, Paolo Stratta e Alessandro Rossi, pubblicato sul British Medical Journal, una delle fonti di settore più autorevoli in Europa.

L’articolo, titolato “Misreporting of suicide after the L’Aquila earthquake” (tradotto “Dichiarazioni inesatte del suicidio dopo il terremoto dell’Aquila”) evidenzia le contraddizioni tra le statistiche e le notizie riportate dai media. I giornali, nei giorni, nei mesi successivi al terremoto, spesso hanno parlato di traumi psicologici, di depressione post-sisma e di suicidi.

Contestualmente a questo, testate anche autorevoli come il Corriere della Sera (nell’ottobre 2010) hanno parlato di un incremento del numero dei suicidi e questo “nonostante i dati Istat relativi a quel periodo non fossero all’epoca ancora disponibili” come rileva l’articolo di Stratta e Rossi.

A partire dall’aprile 2009 i suicidi sono diminuiti, non aumentati a L’Aquila. “Dati di questo tipo – spiega lo psicoterapeuta Paolo Stratta – si spiegano con un fenomeno che chiamiamo “luna di miele”. Quando si parla di “luna di miele” si fa riferimento a  una delle fasi nell’elaborazione del dramma, un periodo limitato “caratterizzato da forte attivismo e da un certo ottimismo dovuto all’offerta di aiuto e alla volontà di lasciarsi rapidamente  la catastrofe alle spalle”.

L’articolo di Stratta e Rossi si spinge anche oltre. I suicidi sono diminuiti ma anche le visite psichiatriche. “I giornalisti – si legge nell’articolo – dovrebbero lavorare in stretta sinergia con la comunità scientifica onde evitare distorsioni nell’informazione. Si concilierebbe così il diritto di cronaca con il dovere di informare”