Al Qaeda preparava attentato in Italia: 17 arresti in Europa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Novembre 2015 9:18 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2015 11:05
Al Qaeda preparava attentato in Italia: 17 arresti in Europa

Al Qaeda preparava attentato in Italia: 17 arresti in Europa

ROMA – La mente di tutto, il Mullah Krekar, era in cella in Norvegia. Dava ordini dal carcere, come un boss mafioso. Lui, al secolo Faraj Ahmad Najmuddin, alias Mullah Krekar, già fondatore nel 2001 del gruppo terroristico Ansar Al-Islam, insieme ad altri 16 terroristi sparpagliati per l’europa, volevano colpire in Italia: stavano progettando un attentato nel nostro Paese.

Blitz antiterrorismo dei carabinieri del Ros, in collaborazione con altre forze di polizia europee e Eurojust: sono 17 le ordinanze di custodia cautelare eseguite a partire dall’alba di oggi 12 novembre. Arresti scattati tra Roma e la Finlandia, ma anche in Norvegia e Regno Unito che hanno permesso di smantellare una rete jihaidista vicina ad Al Qaida e Isis.

Nelle ordinanze di custodia cautelare in carcere, disposte dal gip su richiesta della procura di Roma, il reato ipotizzato è quello di associazione con finalità di terrorismo internazionale aggravata dalla transanzionalità del reato. L’operazione è scattata simultaneamente in diversi Paesi europei, con il coordinamento di Eurojust.

Il ruolo del Mullah Krekar. Krekar affermano gli investigatori, dal carcere “ha continuato a rappresentare la guida non solo ideologica dell’organizzazione, mantenendone anche la direzione strategica sulle questioni più importanti, quale la partecipazione al conflitto siriano o la decisione di allinearsi con Isis”.    L’utilizzo di internet, spiegano gli investigatori, “ha consentito agli indagati di annullare le distanze tra gli associati, residenti in diversi Paesi europei, permettendo loro di mantenere una forte coesione di gruppo, rafforzata dalla periodica e frequente partecipazioni a chat virtuali, e di rimanere in contatto con la propria guida spirituale”, il mullah Krekar, appunto.     In definitiva, l’organizzazione terroristica smantellata, sottolinea il Ros, “incarna l’evoluzione del modello jihadista di tipo tradizionale”, ma che si è rivelata “ancora più insidiosa, rimanendo gerarchicamente strutturata, con il proprio vertice in Norvegia, ed articolata in cellule operative in numerosi paesi, tra cui un’importantissima articolazione in Italia”.

Abdul Rahman Nauroz, uno degli arrestati nel blitz del Ros, è risultato “particolarmente attivo nell’attività di reclutamento”, “sia attraverso internet, sia attraverso ‘lezioni’ che teneva nel proprio appartamento di Merano, luogo di riunioni segrete e crocevia di aspiranti jihadisti”.

Spiega il Sole 24 Ore in un articolo firmato Roberto Galullo, che “ad essere smantellata è una cellula jihadista riconducibile ad Al Qaida ed alle organizzazioni terroristiche ideologicamente affiliate. Lo scopo, al momento emerso, è quello del reclutamento di soggetti “radicali” soprattutto via web, attraverso il quale passa ormai gran parte della comunicazione fondamentalista. Non a caso l’operazione è stata battezzata Jweb, dall’iniziale della parola jihad, unita alla Rete”.