Test medicina, Tar contro numero chiuso: “Violato anonimato”. In 2mila iscritti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 luglio 2014 11:48 | Ultimo aggiornamento: 19 luglio 2014 18:53
Test medicina, Tar contro numero chiuso: "Violato anonimato". In 2mila iscritti

Test medicina, Tar contro numero chiuso: “Violato anonimato”. In 2mila iscritti

ROMA – Il Tar del Lazio colpisce il numero chiuso delle iscrizioni alla facoltà di Medicina. Secondo il Tar il test d’ingresso ha violato l’anonimato dei candidati, motivo per cui i giudici hanno dato il via libera all’iscrizione di 2mila aspiranti dottori a Medicina.

Salvo Intravaia su Repubblica scrive:

“A dare la notizia è stata l’Unione degli universitari, che parla senza mezzi termini di «vittoria epocale» e di «numero chiuso ormai da eliminare ». Ed ecco perché, spiegano gli studenti. I posti disponibili quest’anno a Medicina e Odontoiatria a livello nazionale erano 10.551, contesi da oltre 64mila aspiranti camici bianchi. E i duemila ammessi in sovrannumero rappresentano il 20 per cento dei posti messi a bando. Ma non solo. L’Udu fa sapere di avere patrocinato nei mesi passati, in tutto, i ricorsi di oltre 4mila e 200 esclusi. È quindi probabile che a quelli di ieri si aggiungano nei prossimi giorni gli altri 2mila e passa che i giudici amministrativi potrebbero riammettere, sempre con riserva”.

Una sentenza che fa saltare il numero chiuso per l’accesso ai corsi universitari, con Gianluca Scuccimarra, coordinatore del sindacato studentesco, che ha dichiarato

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“«Oggi è una grande giornata per gli studenti italiani. Adesso il ministro deve cambiare le regole di un gioco truccato, e le deve cambiare con le vittime di questi anni, ovvero gli studenti. Per questo chiediamo una risposta immediata sia al capo del governo Matteo Renzi sia al ministro Giannini»”.

I ricorsi degli aspiranti medici si sono fondati su due condizioni:

“il giorno del test, a Bari, un pacco contenente i fascicoli della prova è arrivato alla commissione già aperto e con quattro plichi in meno. Inoltre, in alcuni atenei sarebbe stato violato l’anonimato dei candidati. Nel caso di Bari, la commissione ha denunciato alla polizia l’accaduto e poi ha dato via alla prova. Secondo i ricorrenti, sul test di medicina si sarebbe potuta verificare una fuga di notizie a vantaggio di alcuni candidati. Mentre in altre sedi i candidati – attraverso i codici identificativi e i documenti – sarebbero stati riconoscibili e non anonimi”.

Per i giudici del Tar dunque

“sussiste il pericolo di un danno irreparabile per coloro che sono stati esclusi. E hanno ammesso, con riserva e in sovrannumero, gli oltre duemila che rientrano dalla porta di servizio, disponendone l’immediata immatricolazione. Insomma, potranno frequentare le lezioni”.

La decisione finale è fissata al prossimo 7 maggio, quando gli studenti saranno già all’ottavo mese di frequenza dei corsi:

“Viale Trastevere potrebbe opporsi al Consiglio di Stato, ma dovrà pensarci bene prima di farlo. Perché proprio qualche giorno fa da Palazzo Spada è arrivata la sentenza che, per «violazione dell’anonimato », ha ammesso alla facoltà di medicina due studenti di Messina esclusi nel 2010 condannando il ministero a risarcire il danno subito: 20mila euro a candidato. Un pericoloso precedente che potrebbe portare il Miur a sborsare fino a 100 milioni di euro”.