Tirreno Power, 26 a processo per disastro ambientale e sanitario colposo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 aprile 2018 18:47 | Ultimo aggiornamento: 12 aprile 2018 19:59
Tirreno Power, 26 a processo per disastro ambientale

Tirreno Power, manager a processo per disastro ambientale e sanitario colposo

GENOVA – Disastro ambientale e sanitario colposo: 26 tra manager ed ex manager di Tirreno Power andranno a processo.

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Lo ha stabilito il giudice di Savona che ha accolto le 26 richieste di rinvio a giudizio che erano state formalizzate dai pm Daniela Pischetola e Vincenzo Carusi. Il processo alla centrale, che vedrà come parti civili sei associazioni ambientaliste – Greenpeace, Medicina Democratica, Legambiente, Uniti per la salute, Wwf e Anpana – e il Ministero dell’Ambiente, inizierà il prossimo 11 dicembre.

Sono stati rinviati a giudizio tra gli altri Giovanni Gosio, direttore generale di Tirreno Power dal 2003 al 2014 e Massimo Orlandi presidente del Cda in diversi periodi nonché membro del Comitato di Gestione, come riportato dall’Ansa e dal Secolo XIX.

A giudizio inoltre numerosi consiglieri di amministrazione e direttori di dipartimento e manager che si sono succeduti dal 2004 al 2014. I pubblici ministeri Pischetola e Carusi avevano chiesto l’archiviazione per altri quattordici dirigenti della Tirreno Power. L’inchiesta si era chiusa il 17 giugno 2015 con 86 indagati, tra i quali figuravano anche politici e amministratori locali, tra i quali l’ex presidente della Regione Liguria Claudio Burlando e tutta la sua giunta. La posizione di tutti i politici e degli amministratori locali era stata archiviata, così come quella di altri indagati.

L’inchiesta era culminata nel sequestro della centrale di Vado Ligure, l’11 marzo del 2014, per presunte violazione all’ Aia. La procura ha indagato su 427 morti definite ‘anomale’ tra il 2000 e il 2007 per malattie respiratorie e cardiovascolari. Secondo perizie in mano alla procura, tra il 2005 e il 2012 sono stati oltre 2 mila i ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari, che i magistrati temono dovuti alle emissioni della centrale. Nello stesso periodo sono stati 586, sempre secondo la procura, i bambini ricoverati per patologie respiratorie.

Secondo l’allora procuratore Francantonio Granero (oggi in pensione) i fumi emessi dai gruppi a carbone avrebbero causato un aumento dell’inquinamento nonché della mortalità dei residenti: a sostegno di questa tesi negli anni sono stati prodotti diversi studi legati sia alla diffusione dei licheni (per l’aspetto ambientale) che dei tumori (per quello sanitario).

Sotto accusa anche la mancata installazione da parte dell’ azienda di centraline a camino che permettessero di monitorare in modo più efficace la composizione di quei fumi e la rispondenza ai dettami di legge. Alla chiusura hanno fatto seguito mesi di polemiche furibonde tra ambientalisti e sostenitori dell’azienda, con gli operai finiti in cassa integrazione e l’indotto in crisi. Alla fine la centrale è stata riaperta, ma soltanto a metano, con una sostanziale diminuzione della forza lavoro e la decisione di abbattere una delle due ciminiere.

Il rinvio a giudizio di alcuni dirigenti e manager di Tirreno Power “è un passaggio obbligato dopo un decennio di indagini e imputazioni che si sono progressivamente alleggerite”. Lo si legge nella nota della direzione aziendale di Tirreno Power.

Il processo, prosegue la nota “sarà l’occasione per fare finalmente chiarezza su una vicenda in cui alcuni consulenti tecnici della procura sono gli stessi che avevano chiesto la chiusura dell’impianto a carbone e le cui metodologie sono già state sconfessate in altre sentenze. Tirreno Power ha sempre rispettato scrupolosamente tutte le leggi che regolavano l’esercizio della centrale alimentata a carbone e tutti i limiti di emissione, fatto – prosegue la nota – non contestato dalla stessa accusa. Le rilevazioni ufficiali dimostrano che i contributi delle emissioni della centrale nell’ambiente erano irrilevanti e infatti a anni di distanza dalla chiusura dell’impianto a carbone i dati della qualità dell’aria non si sono modificati”.

Tirreno Power, conclude la nota “è impegnata con le amministrazioni locali per un futuro di lavoro e di sviluppo del territorio nel quale continuerà a operare con la centrale alimentata a gas a Vado Ligure e con gli impianti idroelettrici sugli Appennini”.