Tiziano Renzi, nel mirino dei pm anche la moglie Laura Bovoli e figlie

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 settembre 2014 13:11 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2014 13:11
Tiziano Renzi, nel mirino dei pm anche la moglie Laura Bovoli e figlie

Tiziano Renzi

GENOVA – Non solo Renzi padre: nel mirino dei pm di Genova ci sarebbero anche la madre, Laura Bovoli e le sorelle Matilde e Benedetta Renzi. Lo riporta il Messaggero, secondo il quale l’indagine sulla bancarotta fraudolenta della Chill Post potrebbe allargarsi a tutta la famiglia del premier. Mentre il quotidiano Libero azzarda l’ombra nientemeno che di Telekom-Serbia sul caso, tirando in ballo l’avvocato di Antonello Gabelli, indagato insieme al papà del premier, che sarebbe coinvolto nella misteriosa vicenda di tangenti con la ex Jugoslavia.

Secondo quanto riferisce il Messaggero le indagini, guidate dal pm Michele Di Lecce, si starebbero ora focalizzando su un passaggio di proprietà dell’azienda. Prima di passare nella mani di Tiziano Renzi la Chill Post sarebbe stata infatti di proprietà di sua moglie, Laura Bovoli, in partecipazione con le figlie. A fine 2009 le tre rivendono le loro quote a Renzi padre, che a sua volta rivende il ramo principale dell’azienda, la Chill Promozioni, alla moglie.

Una settimana dopo Tiziano Renzi vende quel che resta della Chill Post a Gian Franco Massone, suo presunto prestanome, secondo gli inquirenti, che però non risulta indagato. Tre anni dopo, come è noto, la Chill Post è fallita con debiti che arrivano a circa un milione e trecentomila euro. I pm titolari dell’inchiesta stanno cercando di appurare quando è stato effettivamente creato il buco finanziario. Se la Bovoli e figlie fossero a conoscenza dello stato di salute dell’azienda al momento del passaggio di consegne e delle intenzioni di Renzi senior.

Altra storia invece è raccontata sul quotidiano Libero, che è andato a intervistare Vittorio Zagami, legale di Antonello Gabelli, che è uno dei tre indagati nell’inchiesta di Genova insieme a Tiziano Renzi:

“Sono Vincenzo Vittorio Zagami e sono il legale del signor Gabelli – afferma l’avvocato su Libero – Il mio assistito è stato nominato amministratore della Chill Post, ma in realtà era una testa di legno. Chi dava le disposizioni, anche dopo la vendita e sino al fallimento della società, era il papà del signor Renzi. Il mio cliente – aggiunge – è pronto a rendere una testimonianza scoop, ma vuole qualcosa in cambio. Si deve pagare l’avvocato, visto che tra poco l’arresteranno per bancarotta fraudolenta”.

Come si arrivi da questo alla vicenda Telekom-Serbia è esercizio piuttosto pindarico. Scrive Libero che l’avvocato Zagami

“è comparso nella vicenda Telekom Serbia quando un certo dottor Favaro si propose a Paolo Guzzanti come testimone del trasporto e della consegna dei 1.500 miliardi di tangenti. Favaro si rivelerà poi essere proprio Zagami”

E tanto basterebbe, secondo il quotidiano di Belpietro, a collegare la bancarotta fraudolenta della Chill Post all’intricata faccenda di tangenti con la ex Jugoslavia.