Tiziano Renzi, quel ramo d’azienda venduto alla moglie per 3.800 euro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 settembre 2014 11:27 | Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2014 11:28
Tiziano Renzi, quel ramo d'azienda venduto alla moglie per 3.800 euro

Tiziano Renzi, quel ramo d’azienda venduto alla moglie per 3.800 euro

ROMA – Tiziano Renzi, quel ramo d’azienda venduto alla moglie per 3.800 euro. Il sospetto di bancarotta fraudolenta contestata a Tiziano Renzi origina da un contratto di vendita del 10 ottobre 2010 che la società Chil Post, di cui era amministratore unico, stipulò con la Chil Promozioni nella persona di Laura Bovoli. In breve, Renzi padre cede a Laura Bovoli, sua moglie, “il ramo d’azienda avente ad oggetto servizi di marketing nel settore editoriale” per 3.878,67 euro. I magistrati vogliono capire perché l’attività più remunerativa della Chil Promotion (che si occupa di marketing e distribuzione editoriale) sia stata ceduta a un prezzo che giudicano troppo basso.

Un mese dopo Tiziano Renzi cede il resto delle quote a due imprenditori genovesi di cui uno, Gianfranco Massone, è stato commerciante ambulante: l’azienda, praticamente svuotata, si avvia al fallimento, rincorsa dai creditori (ci sono fornitori, Equitalia, dipendenti non pagati, la lavanderia che ha rilevato i locali della sede). L’indicazione della bancarotta fraudolenta si riferisce all’ipotesi di reato in cui una società fallisce e non paga i suoi creditori perché la parte sana, che può dare reddito ed essere quindi solvibile, viene ceduta a terzi. “L’atto di cessione di azienda tra marito e moglie mostra come la società acquirente in realtà si faccia carico di una parte dei debiti accumulati dal venditore”, spiega Marco Imarisio sul Corriere della Sera.

Nel caso in questione la parte sana della Chil Post sarebbe stata ceduta alla Eventi 6 srl (l’evoluzione attuale di Chil Promozioni). Il resto, la “bad company” fallisce insieme ai suoi debiti a quel punto inesigibili. All’avviso di garanzia il padre di Matteo Renzi ha reagito con fairplay riconoscendo che quello dei magistrati è un atto appunto a sua tutela e spiegando che chiarirà tutto. L’avviso di garanzia comunica anche e soprattutto che il Tribunale di Genova vuol vederci chiaro sui vari passaggi di mano, prevalentemente all’interno della famiglia, della società fondata da Tiziano Renzi.