Torino, migrante ucciso all’ex Moi: fermato un sospetto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 gennaio 2019 1:58 | Ultimo aggiornamento: 23 gennaio 2019 3:04

Torino, migrante ucciso all’ex Moi: fermato un sospetto

 TORINO – C’è un fermo per l’omicidio dell’ex Moi di Torino. Quattro giorni dopo il ritrovamento nelle palazzine dell’ex villaggio olimpico del cadavere di Andrew, un nigeriano di 33 anni ucciso con un bilanciere da palestra, la polizia ha fermato un uomo. Le indagini sono ancora in corso e, per questo motivo, gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sull’operazione lampo che ha portato all’identificazione, e al fermo appunto, di un sospettato.

Andrew, che da tempo aveva chiesto lo status di rifugiato, è stato ucciso nella sua stanza giovedì 17 gennaio, il giorno prima del ritrovamento del cadavere. L’omicida era entrato nella sua camera, l’aveva colpito più volte alla testa con un bilanciere e poi era uscito, chiudendo la porta. Un delitto efferato, avvenuto il giorno dopo che un altro nigeriano, anche lui residente al Moi, era stato aggredito da un uomo, probabilmente del Gambia, che lo aveva colpito alla testa con un’accetta nel centro del capoluogo. Il fermato per l’omicidio sarebbe lo stesso aggressore, anche se al momento il particolare non trova conferme ufficiali.

Gli agenti della squadra mobile della questura di Torino, coordinati dal pm Francesco La Rosa, stanno ascoltando in queste ore il fermato per cercare di far luce sul delitto e sul suo movente, forse un regolamento di conti. Il delitto ha riacceso le polemiche sull’ex Moi, il mondo politico diviso tra chi vuole lo sgombero immediato delle palazzine e chi sostiene il cosiddetto ‘sgombero dolce’, che prevede il reinserimento dei rifugiati. “Conosciamo la situazione e non abbassiamo la guardia”, aveva detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che il 23 gennaio nel pomeriggio incontrerà al Viminale la sindaca di Torino, Chiara Appendino, e il prefetto del capoluogo piemontese, Claudio Palomba.