Torino. Non riconosce Stato e tribunali, coppia rapisce il figlio affidato ai servizi sociali

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 maggio 2018 13:10 | Ultimo aggiornamento: 15 maggio 2018 13:11
Torino. Non riconosce Stato e tribunali, coppia rapisce il figlio affidato ai servizi sociali

Torino. Non riconosce Stato e tribunali, coppia rapisce il figlio affidato ai servizi sociali

ROMA – Non riconoscono lo Stato e la sua autorità. Quando li hanno portati davanti al giudice, dopo l’arresto, si sono persino rifiutati di dire come si chiamano. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,Ladyblitz – Apps on Google Play]Adesso per questa coppia di piemontesi, lui di 53 anni e lei di 49, si profila un procedimento penale per accuse gravissime: sequestro di persona, tentato sequestro e maltrattamenti in famiglia.

Venerdì scorso sono stati arrestati poche ore dopo avere portato via il figlio di sette anni dalla comunità cui era stato affidato dal tribunale per i minorenni. E’ un braccio di ferro con lo Stato che va avanti da anni. I due simpatizzano per il movimento “Esseri Umani – ufficio operativo” che fa i suoi proseliti su internet guidato da uno youtuber di Casale Monferrato: l’obiettivo è “liberarsi dalla schiavitù del sistema”.

Per raggiungerlo ci sono varie strade: nel caso dei genitori che vogliono provvedere ai propri figli, basta “non dare il consenso di giurisdizione verso un soggetto terzo”. Tradotto in linguaggio corrente, niente giudici, comunità o assistenti sociali. E’ da tempo che le aborrite autorità si occupano di questo nucleo famigliare. La coppia ha sette figli, tre dei quali ormai maggiorenni. Uno di loro ha avuto a sua volta un bimbo che non ha registrato all’anagrafe: ha provveduto il tribunale per i minorenni.

Venerdì scorso, a Torino, in corso Casale, ai piedi della collina, i genitori sono andati davanti alla comunità dove era ospitato il figlio di sette anni, hanno aggredito un’educatrice e hanno portato via il bambino. In poche ore sono stati rintracciati da una squadra congiunta di polizia, carabinieri e vigili urbani. Hanno anche opposto resistenza. Ma le manette sono scattate ugualmente.

Su Youtube i tre figli maggiorenni, insieme al promotore di “Esseri Umani – Ufficio operativo”, hanno fatto un video per rendere pubblico l’accaduto. Più di trenta minuti in cui, di fatto, lo speaker ribalta le accuse di sequestro di persona e le mette a carico delle forze dell’ordine. Alla coppia, detenuta nel carcere delle Vallette, intanto è stato affidato un avvocato d’ufficio. E loro, coerentemente, lo hanno ricusato. “Grazie, non ci interessa”. Per i figli più piccoli è stato nominato un curatore speciale. A rappresentarlo è l’avvocato Anna Ronfani: “La priorità di questa storia – sottolinea – deve essere la protezione dei bambini”.

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