Trento. “Togliamo i figli ai genitori gay”: proposta shock del consigliere Cia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 febbraio 2014 4:00 | Ultimo aggiornamento: 27 febbraio 2014 1:32
Trento. "Togliamo i figli ai genitori gay": proposta shock del consigliere Cia

Trento. “Togliamo i figli ai genitori gay”: proposta shock del consigliere Cia

TRENTO – “Togliamo i figli ai genitori omosessuali, singoli o in coppia”. Questa la proposta shock di Claudio Cia, consigliere comunale di Trento, che nel giugno 2013 presentò la richiesta, che il 26 febbraio è arrivata all’ordine del giorno del Comune. Al fianco di Cia anche altri colleghi della minoranza di centrodestra. L’Aula però ha chiuso i lavori prima di essere arrivata a votarlo, quindi l’esame del documento è rinviato alla seduta che si terrà fra due settimane.

L’Arcigay nazionale intanto ha espresso la propria indignazione attraverso il presidente, Flavio Romani, che ha commentato:

“Una mostruosa richiesta con argomentazioni surreali, che addirittura disconoscono il rapporto tra genitore e figlio in caso di genitori omosessuali”.

L’ordine del giorno, intitolato ‘Save the children! I diritti dei bambini non sono quelli delle coppie gay’, recita:

“I Servizi sociali del Comune, individuati sul territorio casi di omogenitorialità singola o multipla, verifichino l’ambiente di crescita del bambino, in considerazione dell’assenza di una figura materna o paterna, per deliberata scelta che sottende motivi di illegalità e la segnali immediatamente al sindaco”.

Sindaco che, sempre secondo l’ordine del giorno, dovrebbe a quel punto

“disporre immediatamente la collocazione del bambino in un ambiente che favorisca il suo pieno sviluppo umano ‘sino a quando si possa provvedere in modo definitivo alla sua protezione’ riferendo nel contempo all’Autorità giudiziaria”.

Ultimo punto dell’ordine del giorno, la rinuncia del Comune a sponsorizzare o promuovere

“azioni culturali orientate a confondere e a sminuire il significato e il valore del matrimonio tra uomo e donna e della famiglia eterosessuale”.

L’Arcigay ha parlato di

“un atto inaudito, che supera in violenza i peggiori regimi totalitari. Una dichiarazione di ignoranza e inciviltà, che manipola la Costituzione e i Trattati a difesa dell’infanzia, stravolgendone il senso e arrogandosi il diritto di decidere sopra le teste dei più piccoli e dei loro genitori”.