Trifone Ragone-Teresa Costanza, “qualcuno li spiava…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Novembre 2015 10:06 | Ultimo aggiornamento: 2 Novembre 2015 10:07
Trifone Ragone-Teresa Costanza, "qualcuno li spiava..."

Trifone Ragone-Teresa Costanza, “qualcuno li spiava…”

PORDENONE – Qualcuno spiava Trifone Ragone e Teresa Costanza? La trasmissione di Rete 4 Quarto Grado ha dato nuovi indizi sul giallo dei due fidanzati uccisi in auto a Pordenone. Secondo il servizio del programma condotto da Gianluigi Nuzzi nel portafoglio di Giosuè Ruotolo (il commilitone di Trifone indagato per il duplice omicidio) ci sarebbe stato un bigliettino con un indirizzo: “Via Chioggia 8-11“. Via Chioggia è la strada in cui le due vittime vivevano. Dunque, la tesi del servizio, possibile che qualcuno stesse spiando Trifone e Teresa. Anche se rimane ancora una domanda senza risposta: ammesso che tutto ciò sia vero, perché erano spiati?

Marco Agrusti sul Mattino prova a ricostruire:

Pare che all’interno del portafoglio di proprietà di Ruotolo, gli inquirenti abbiano rinvenuto un biglietto con scritto: «via Chioggia 8-11». Ovvero la strada che ospita l’appartamento in cui vivevano i due fidanzati: l’indirizzo segnato sarebbe stato quello di un possibile punto di osservazione scelto dall’indagato. Un appostamento, insomma, finalizzato al monitoraggio degli spostamenti dei due “amici”.

Ma cosa c’è, di preciso, al civico 11 di via Chioggia? Oggi niente. O meglio, ci sono gli albori di un cantiere: un prato e nulla più. Fino a poco tempo fa, però, c’era una palazzina disabitata, demolita due mesi fa e sfitta ormai da anni. Da lì, secondo Quarto Grado, Ruotolo avrebbe potuto spiare Teresa e Trifone, la cui abitazione dista poche decine di metri. «Non c’erano né porte, né finestre – riferiscono i vicini di casa – e la recinzione era molto bassa. Facile per chiunque, quindi, scavalcare ed entrare nell’abitazione dismessa per un eventuale appostamento». Ma il campo è unicamente quello delle ipotesi, perché nessuno, in via Chioggia, ha visto movimenti sospetti in quel lotto di terreno. La casa oggi abbattuta, una palazzina su due piani, avrebbe però consentito di monitorare quantomeno l’auto dei due fidanzati, che nei mesi precedenti il delitto veniva parcheggiata sul lato di via Chioggia adiacente alla palazzina in cui vivevano Teresa e Trifone, e non nell’area-box retrostante. Un luogo d’osservazione quasi ottimale, ma la teoria fino ad oggi non trova conferme. Infine il «mistero» dei vestiti, alimentato sempre da Quarto Grado. Giosuè Ruotolo, infatti, la sera del 17 marzo si sarebbe tolto la tuta dopo essere stato a correre.