Venezia centro staccata da terraferma di Mestre. Presentate firme per referendum

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 Marzo 2014 9:34 | Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2014 9:34
Venezia centro staccata da terraferma di Mestre. Presentate firme per referendum

Venezia centro staccata da terraferma di Mestre. Presentate firme per referendum

VENEZIA – Le 9 mila firme per separare Venezia e Mestre in due comuni autonomi e distinti sono state presentate in Regione. I numeri per procedere ci sono, ne bastavano 7 mila, ma il sindaco di Venezia, Giorgio Osoni, sottolinea che tra un referendum e l’altro devono passare 10 anni e questo sarebbe addirittura il quinto tentativo in 25 anni.

Le firme raccolte prima, secondo il sindaco, non sarebbero dunque valide. Per Stefano Chiaromanni, avvocato del comitato promotori, però

“la raccolta firme non va conteggiata nel percorso, non fa parte dell’iter in Regione prima di cominciare a raccoglierle, proprio perché volevamo essere sicuri abbiamo fatto richiesta di assistenza legale alla Regione in modo che ci desse conforto sull’iter referendario e così è andata. Le firme sono valide eccome”.

Effettivamente 10 anni dall’ultima consultazione popolare son trascorsi: l’ultima, nel 2003, non superò neppure il quorum. Ma la raccolta firme sarebbe cominciata molto prima dello scadere dei termini.

Certo è che i tempi dei promotori sono stretti: sperano di andare al voto prima delle amministrative 2015. Secondo i loro piani al nuovo Comune di Mestre spetterebbe tutta la terraferma, compresa Marghera e l’aeroporto, mentre a Venezia resterebbero, oltre alla città storica, le isole e le barene. Dicono i promotori che l’obiettivo è creare quella coesione sociale che oggi non c’è.

La proposta giunge a pochi giorni di distanza da un altro referendum, quello sull’indipendenza del Veneto promosso la scorsa settimana dai movimenti autonomisti, che ha avuto un’adesione quasi plebiscitaria a favore dell’opzione separatista. In Veneto la coesione sociale si fa per sottrazione e a colpi di referendum.

Ora tocca alla Regione valutarne l’ammissibilità e nel caso scegliere una data per indire il referendum. Ci sono quattro possibilità, spiegano i promotori:

“In concomitanza con le Europee e quindi tra due mesi; a ottobre 2014, a febbraio 2015 o ad aprile 2015 in concomitanza con le comunali”.

Ma i promotori non vogliono essere confusi nell’indistinto mare dei separatisti veneti. Il problema di Venezia esiste da sempre: la terraferma è trattata solo come una periferia, ma Mestre ha bisogno di un’attenzione vera. Spiega Chiaromanni: “Se in consiglio comunale il 90% del tempo dedicato a discutere punta l’attenzione sul centro storico, beh, si capisce facilmente allora perché vengono prese alcune decisioni così assurde per Mestre”.