Vos Thalassa, Procura di Trapani cambia idea: fermo per i 2 profughi indagati. Salvini: “Grazie”

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 luglio 2018 21:23 | Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2018 21:25
Vos Thalassa, Procura di Trapani cambia idea: fermo per i 2 profughi indagati. Salvini: "Grazie"

Vos Thalassa, Procura di Trapani cambia idea: fermo per i 2 profughi indagati. Salvini: “Grazie”

TRAPANI – E’ stato disposto il fermo per i due migranti giunti a bordo della nave Diciotti e fino ad ora indagati a piede libero per i fatti avvenuti sul cargo Vos Thalassa. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] A due giorni dallo sbarco delle polemiche, la Procura di Trapani ha cambiato idea. E Matteo Salvini sentitamente “ringrazia”.

Le indagini condotte dalla magistratura trapanese avrebbero accertato il ruolo di Bichara Tijani Ibrahim Mirghani e Ibrahim Amid nell’aggressione subita dall’equipaggio della nave Vos Thalassa che li aveva soccorsi. I magistrati hanno perciò deciso di modificare le accuse contestando i reati di resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale e concorso in favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Cosa è accaduto quel 9 luglio sulla Vos Thalassa?

Soccorsi dal rimorchiatore olandese nel mare libico insieme agli altri migranti con cui viaggiavano verso la Sicilia i due, un sudanese e un ghanese, avrebbero minacciato e aggredito il marinaio di guardia Pantaleo Lucivero, il primo ufficiale Cristian Paluccio e il comandante della Vos Thalassa Corneliu Dobrescu.

Secondo i magistrati, avrebbero tentato di costringere il comandante Dobrescu a compiere un atto contrario ai propri doveri. Il rimorchiatore Vos Thalassa aveva soccorso in area Sar Libica i profughi e aveva avuto indicazioni di dirigersi verso le coste africane per trasbordarli su una motovodetta.

Terrorizzati, i due fermati, insieme ad altri profughi ancora non identificati, avrebbero accerchiato, spintonato e minacciato ripetutamente di morte (mimando il gesto di tagliargli la gola e di gettarlo in mare) il marinaio Lucivero. Stessa sorte avrebbe avuto il primo ufficiale. L’aggressione avrebbe costretto il comandante della Vos Thalassa a invertire la rotta, fare ritorno al punto di soccorso e richiedere con urgenza l’intervento delle autorità italiane per evitare l’incontro con motovedette libiche e scongiurare – dicono i pm – una situazione di grave pericolo.

Il rimorchiatore ha così fatto rotta verso nord (cioè verso le coste italiane) per ricevere i soccorsi della nave militare Diciotti. Per la Procura inoltre i due africani sarebbero stati anche gli scafisti dell’imbarcazione su cui viaggiavano i profughi soccorsi dalla Vos Thalassa. Il fermo è motivato dal pericolo che i due indagati da liberi possano far perdere le tracce.

L’episodio ha determinato l’intervento della Guardia Costiera che ha preso a bordo tutti i profughi salvati dal rimorchiatore.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha esercitato non poche pressioni sulla magistratura, chiedendo un intervento e l’arresto dei responsabili dell’aggressione. La Diciotti con a bordo i migranti per ore è rimasta davanti al porto di Trapani in attesa dell’autorizzazione all’attracco.

Ci è voluto l’intervento risolutore del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, per sbloccare la situazione. La nave è così giunta in porto in nottata e i due accusati dell’aggressione sono stati identificati e iscritti nel registro degli indagati per violenza privata. La Procura però ha proseguito gli accertamenti a loro carico anche sentendo i testimoni della vicenda. Oggi la svolta con le nuove accuse e la decisione di fermare entrambi.