Yara, la criminologa: “Probabile l’incontro con un malintenzionato, troppo piccola per decidere di andarsene da sola”

Pubblicato il 30 Novembre 2010 19:17 | Ultimo aggiornamento: 30 Novembre 2010 19:47

Yara Gambirasio

Il troppo tempo trascorso senza alcun segnale fa prendere corpo all’ipotesi peggiore sulla sorte di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa venerdì scorso da Brembate Sopra, nel bergamasco: che la ragazza sia rimasta vittima di uno o più malintenzionati. A parlare del caso è Gemma Marotta, docente di Criminologia all’Università La Sapienza di Roma. ”L’età di Yara – secondo Marotta, che premette di non avere informazioni particolari sulla vicenda – rende non molto plausibile la fuga da casa, fenomeno che si registra solitamente ragazzi un po’ più grandi”. Per scappare da casa, poi, aggiunge, ”ci vuole una motivazione precisa, magari una situazione familiare pesante”.

E dalle poche notizie filtrate sembra che non sia così: la famiglia Gambirasio (padre, madre, quattro figli, due maschi più piccoli di Yara ed una sorella più grande) viene descritta come serena e senza problemi evidenti. Per fuggire inoltre, ragiona la criminologa, ”avrebbe dovuto portarsi dietro qualcosa, vestiti, soldi, un diario. Se ha lasciato tutto a casa, purtroppo è più probabile che abbia incontrato qualche malintenzionato”. In questi casi, prosegue Marotta, ”si tengono comunque aperte tutte le piste, si seguono una per una e si scartano quelle più improbabili”. L’ultima volta è stata vista nella palestra del centro sportivo del paese. ”Bisogna accertare e sicuramente sarà stato fatto – rileva – se in quella palestra ha incontrato qualcuno che poi l’ha aspettata fuori. Potrebbe essere stato un ‘orco’, ma anche un gruppo di ragazzi più grandi di lei”.

Il precedente di un caso analogo, tuttora al centro delle cronache, quello della quindicenne Sarah Scazzi, osserva Marotta, ”aumenta sicuramente le preoccupazioni della famiglia che però non ha alimentato il circo mediatico che ha caratterizzato la vicenda di Avetrana e questo è un bene”. I bergamaschi, aggiunge, ”sono gente riservata e questo avrà contato nel comportamento dei familiari di Yara”.

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