Marita Comi a Massimo Giuseppe Bossetti: “Che ci facevi a Brembate?”, “Non lo so”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 febbraio 2015 9:37 | Ultimo aggiornamento: 27 febbraio 2015 9:00
L'articolo di Giallo

L’articolo di Giallo

BERGAMO – “Massimo, tu continui a dire di essere innocente e di non c’entrare niente con la morte di Yara. Io ti credo, ma adesso mi devi spiegare cosa ci facevi a Brembate Sopra il pomeriggio in cui la ragazzina scomparve. Il furgone ripreso dalle telecamere sembra proprio il tuo: come puoi giustificare questa cosa?”. È il settimanale Giallo a pubblicare questa conversazione tra Massimo Giuseppe Bossetti, accusato e in carcere per l’omicidio di Yara Gambirasio e la moglie, Marita Comi. Colloquio, riporta Giallo, avvenuto nel carcere di Bergamo e intercettato dagli inquirenti con alcune microspie inserite nella stanza dei colloqui del carcere. “Marita non lo so – risponde Bossetti alla moglie – Temo proprio di non riuscire a spiegarti il perché il mio furgone sia stato visto a Brembate Sopra quel giorno”.

“Sono davvero molto preoccupato – continua Bossetti – e non ho alcun alibi che possa giustificare la mia presenza nei pressi della palestra e della casa della ragazzina nelle ore precedenti alla sua uccisione”. La sconcertante risposta di Bossetti, scrive Giallo, “genera un lungo silenzio da parte della povera Marita, che poco dopo saluta Bossetti e se ne va. Da quel momento qualcosa tra loro è cambiato”.