Arabia Saudita, Skype e WhatsApp bloccati durante il Ramadan?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Giugno 2013 17:20 | Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2013 17:20

smartphoneROMA – La CITC dell’Arabia Saudita, l’equivalente della nostra Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), aveva annunciato, a fine marzo, il blocco di tutti i servizi di comunicazione su internet che non rispettavano le normative locali.

Dall’inizio del mese di giugno, Viber non è più attivo e lo stesso trattamento verrà riservato a Skype e WhatsApp nelle prossime settimane. Le autorità del paese asiatico, dove vige la monarchia assoluta dei sultani, vogliono monitorare ed eventualmente censurare le comunicazioni.

Come in tutti i Paesi in cui viene limitata la libertà di comunicazione tra i cittadini, anche in Arabia Saudita il governo vuole controllare lo scambio di informazioni che viaggiano in forma criptata attraverso i servizi VoIP.

Una protesta politica, a marzo, era stata organizzata tramite WhatsApp. La CITC ha spiegato che lo scopo è individuare in anticipo possibili minacce per la sicurezza nazionale. Per questo motivo, circa tre mesi fa, aveva chiesto a Skype, WhatsApp e Viber di collaborare per evitare il blocco. L’Arabia Saudita vuole che i fornitori dei servizi statunitensi utilizzino server locali che permettano di controllare le attività degli utenti.

Entro il 9 luglio prossimo, quando inizierà il mese sacro del Ramadan, Skype e WhatsApp saranno probabilmente bloccati. Se Skype e WhatsApp non accetteranno la censura dell’Arabia Saudita, diventeranno inaccessibili.