Belle Gibson: si curava il cancro con una dieta vegana, ma non era vero niente

 

Belle Gibson: si curava il cancro con una dieta vegana, ma non era vero niente
Belle Gibson: si curava il cancro con una dieta vegana, ma non era vero niente

SYDNEY – Tutto inventato, sia la fantomatica cura vegetariana che il cancro. Annabelle Natalie Gibson, la blogger australiana che aveva raccontato al web di essere guarita dal cancro semplicemente seguendo una dieta vegana, ha deciso di uscire allo scoperto. In un’intervista al magazine Australian Women Weekly ha confessato due anni di bugie: “No, non è vero nulla. Non chiedo perdono, ma penso fosse la cosa più responsabile da fare per me. Nonostante tutto, vorrei che la gente potesse dire di me: ok è un essere umano”. Peccato che prima si sia arricchita sulle disgrazie altrui, pubblicando anche un libro e lanciando un’app salutista che insegnavano la fantomatica cura vegana contro il cancro.

Alla rivista australiana, la giovane blogger, che oggi ha 24 anni, parla di un passato tormentato: sballottata da una famiglia all’altra ai due capi dell’Australia, una gravidanza appena 18enne, e infine la sua ascesa sui social network, con la sua storia strappalacrime di finta miracolata. Ha iniziato nel 2009 sui forum di salute online, snocciolando la favola tra un post e l’altro. Prima i problemi al cuore, poi tumori ovunque, del sangue, della milza, del fegato, dell’utero. All’apice del successo, secondo il suo blog e il suo profilo Twitter, Belle aveva un tumore al cervello, in fase terminale. Le era stato diagnosticato da un innominato medico tedesco e lei aveva deciso di curarsi a modo suo, senza farmaci. La cura? Niente caffè, glutine, latticini. Fino allo scorso luglio quando in un messaggio strappalacrime aveva annunciato la sua imminente morte. E giù messaggi di solidarietà da tutto il mondo.

Ora è tutto svanito, il sito è stato interamente svuotato, l’app ritirata dall’Apple Store così come il libro, i suoi profili social cancellati. Oltre al danno anche la beffa: Belle aveva infatti promesso infatti di dare in beneficenza  tutti i guadagni ricavati dalla vendita del libro e dell’app, ma ha ben pensato di tenerli per sé. Le serviranno per le spese legali…

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