Bin Laden, Obama: “Scelta dura, ora distruggere al Qaida”. L’ultimo messaggio di Osama: “Usa, la pagherete”

Pubblicato il 9 Maggio 2011 9:16 | Ultimo aggiornamento: 9 Maggio 2011 10:09

NEW YORK – Il raid che ha portato all’uccisione di Osama bin Laden è stato, per il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ”una delle decisioni più difficili” da comandante in capo ma, dopo la sua morte, gli Usa vogliono infliggere il ”colpo di grazia” ad al-Qaida. Obama, in un’intervista a ’60 minutes’ della Cbs ripercorre la settimana che ha preceduto l’attacco al compound di quello che era considerato il terrorista più ricercato della terra, e promette di proseguire su questa strada. Una decisione difficile, quella di uccidere bin Laden, che ha rappresentato, pero’, anche ”uno dei momenti di maggiore soddisfazione della mia presidenza”, con la cattura di un uomo che ”ha eluso la giustizia per anni”.

Obama ha visto le foto di Osama bin Laden. ”Non c’era dubbio che fosse lui. Non c’è dubbio che bin laden sia stato ucciso. Ci siamo presi maggiore cura noi del suo corpo di quanto non abbia fatto lui” uccidendo oltre 3.000 persone. La decisione di sferrare l’attacco finale era sconosciuta alla maggior parte degli consiglieri della Casa Bianca e anche alla ”mia famiglia”: ”pochi ne erano a conoscenza. La maggioranza della Casa Bianca non lo sapeva”. La decisione, che ha ”portato ai 40 minuti più lunghi della mia vita, eccetto quando Sasha e’ stata male e aspettavo che i medici mi dicessero che era tutto a posto”, e’ stata presa da Obama ”giovedì e comunicata il venerdì”, dopo aver valutato che le possibilità di prendere bin Laden erano superiori ai rischi. La domenica mattina dell’ azione Obama ha giocato a golf, in attesa che facesse notte in Pakistan.

”C’era tensione nella Situation Room, si parlava ma si ascoltava anche molto. Non sapevamo cosa accadesse nel compound” ha osservato Obama, il quale, nell’apprendere la notizia che ”Geronimo” (il nome usato per indicare bin Laden) era stato ucciso, si è sentito ”sollevato; volevo solo – ha detto – che i nostri ragazzi rientrassero e atterrassero sani e salvi”. ”La morte di bin Laden – ha aggiunto Obama – non mi ha tolto il sonno: ha ucciso sul suolo americano e ha meritato quello che ha avuto”.

C’è poi il messaggio di Osama. La sicurezza degli Stati Uniti “dipende dalla sicurezza della Palestina”. E’ questo il succo dell’ultimo messaggio registrato da Bin Laden nel suo rifugio di Abbottabad, in Pakistan.

Nel video, il fondatore di Al Qaida ha avvertito che non ci sarà sicurezza negli Stati Uniti senza la sicurezza in Palestina. Il messaggio è stato messo in rete su un sito estremista islamico.

Rivolto a Barack Obama, Osama lo avvertiva che “l’America non potrà sognare di vivere in sicurezza fino a quando non si vivrà in sicurezza in Palestina”, perché “non è giusto che voi viviate in pace mente in nostri fratelli a Gaza vivono nell’insicurezza”.

Bin Laden aggiungeva che “secondo la volontà di Dio i nostri attacchi continueranno fino a quando voi (gli Usa, ndr) continuerete a sostenere Israele”.

Il fondatore di Al Qaida dice di aver voluto indirizzare agli Stati Uniti un messaggio tramite il nigeriano Umar Faruk Andulmutallab, autore del fallito attentato del 25 dicembre 2009 su un aereo di linea americano, dopo quello dell’11 settembre 2001. ”Se i messaggi che vi erano rivolti fossero possibili con le parole, non saremmo ricorsi agli aerei per rivolgerveli”, dice.

”Così il messaggio che abbiamo voluto trasmettervi attraverso l’aereo dell’eroe, il combattente Umar Faruk, che dio sia con lui, conferma un precedente messaggio che vi è stato trasmesso dai nostri eroi dell’11 settembre”.

Il giorno prima (il 7 maggio) il Pentagono aveva reso noti 5 video sequestrati nel rifugio in cui è stato ucciso Osama Bin Laden. In uno dei filmati, l’ex leader di Al Qaeda appare nell’atto di guardare un suo stesso filmato in tv, come se fosse in preparazione di un nuovo messaggio.

In altri video Bin Laden appare “molto più quotidiano”, con la barba in disordine.

Secondo il Pentagono, il materiale sequestrato nel bunker è il “più vasto” ed importante di cui gli Usa siano mai entrati in possesso e dimostrano che il fondatore di Al Qaeda era ancora attivo e leader dell’organizzazione. E in effetti il tenore del suo ultimo messaggio lo dimostrerebbe.